Paul Schrader contro Cannes: La Palma d'Oro onoraria a Travolta è un imbarazzo

Paul Schrader definisce "un imbarazzo" la Palme d'Or onoraria assegnata a John Travolta al Festival di Cannes 2026. La storia tra i due è lunga.

Il regista di Taxi Driver attacca su Facebook la decisione del festival di premiare l'attore di Grease e Pulp Fiction. Sullo sfondo, una storia personale irrisolta. 

[di Redazione]

Paul Schrader non ha mai fatto carriera nel diplomazia. Lo dimostrano, con regolarità quasi metronómica, i suoi post su Facebook, account gestito in prima persona, senza filtri né uffici stampa interposti. L'ultimo bersaglio è il Festival di Cannes, che il 15 maggio ha assegnato a sorpresa una Palme d'Or onoraria a John Travolta, richiamato sulla Croisette per presentare il suo debutto alla regia, Volo notturno per Los Angeles - Propeller One-Way Night Coach.

La reazione di Schrader è arrivata in poche righe: "Non riesco a capire il ragionamento dietro questa scelta. È un imbarazzo." Niente di più, niente di meno.

La Palma d'Ori onoraria a Travolta: cosa è successo a Cannes

Travolta non era stato avvisato in anticipo. La Palma d'Oro onoraria, equivalente cannese di un premio alla carriera, gli è stata consegnata da Thierry Frémaux a sorpresa, prima della proiezione del suo film. "Questa è al di là dell'Oscar", ha dichiarato l'attore, visibilmente commosso, mentre la sala applaudiva. 

Frémaux lo ha definito "uno dei più grandi artisti del XX e XXI secolo", rivelando che Propeller era stato il primo film selezionato per la 79ª edizione. Travolta si aggiunge così a Peter Jackson (clicca qui per leggere l'articolo) e Barbra Streisand, gli altri due destinatari annunciati del riconoscimento quest'anno, con la differenza che lui non sapeva nulla. 

La storia di Travolta con Cannes è tutt'altro che superficiale: il festival aveva già ospitato Pulp Fiction (1994), Così Carina - She's So Lovely (1997) e Primary Colors (1998). Il film di Tarantino vinse la Palma d'Oro, mentre il suo co-protagonista Sean Penn portò a casa il premio per la migliore interpretazione maschile in She's So Lovely di Nick Cassavetes, su una sceneggiatura mai realizzata da suo padre John

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Schrader e Travolta: una storia lunga quarantasei anni

Le parole di Schrader non cadono nel vuoto. Travolta avrebbe dovuto essere il protagonista di American Gigolo (1980), il ruolo che alla fine andò a Richard Gere dopo che l'attore si ritirò poco prima dell'inizio delle riprese. L'ex dirigente Paramount Barry Diller ha sostenuto che Travolta fosse a disagio con il sottotesto omoerotico del film, e Schrader stesso avrebbe poi confermato questa lettura. 

Quella defezione, che di fatto consegnò la carriera di Gere a un'altra traiettoria, non è evidentemente diventata un ricordo indifferente. Che ci sia del rancore personale nell'uscita di Schrader è difficile da escludere, così come è lecito chiedersi se il tempismo non sia anche legato ad altro.

Il prossimo film di Schrader e l'ipotesi Venezia

Il prossimo progetto del regista, The Basics of Philosophy, vede nel cast Jack Huston, Sofia Boutella, Bill Pullman, Daniel Zovatto e Dana Delany. Il film racconta di un professore universitario di filosofia la cui vita viene stravolta dalla morte del padre: un personaggio che si inserisce nel filone del cosiddetto "uomo in una stanza" che attraversa tutta la filmografia di Schrader, da Taxi Driver a First Reformed- La creazione a rischio, da Il collezionista di carte a Il Maestro Giardiniere

Secondo alcune indiscrezioni, il film sarebbe stato presentato a Cannes e rifiutato, il che renderebbe l'attacco di Schrader anche una risposta obliqua al festival. La prima dovrebbe avvenire a Venezia in settembre, anche se al momento non è stata confermata ufficialmente.

Che si tratti di principio o di risentimento, Schrader ha comunque sollevato una domanda legittima: i premi alla carriera tendono a premiare le carriere, ma non tutte le carriere sono uguali. Travolta ha avuto i suoi momenti di autentica grandezza, e anche lunghi anni di oblio dorato. Cannes ha deciso che bastava. Schrader, no.

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