Alien 3 e il riscatto d'autore: la Assembly Cut su HBO Max svela il vero talento di David Fincher

La Assembly Cut di Alien 3 sbarca su HBO Max. Trenta minuti inediti per riscoprire il capolavoro mancato di David Fincher.

A trent'anni dal travagliato esordio, la versione estesa restituisce dignità al capitolo più nichilista della saga. Con la sorprendente benedizione di Christopher Nolan.

[di Redazione]

Alien 3

L'approdo silenzioso della "Assembly Cut" di Alien 3 nel catalogo di HBO Max riapre una delle ferite più purulente e affascinanti della storia del cinema fantascientifico contemporaneo. La travagliata odissea produttiva che segnò l'esordio alla regia di David Fincher nel 1992 è ormai leggenda, un disastro generato dalle pesanti ingerenze dello studio che quasi stroncò la carriera dell'autore ancor prima del suo effettivo inizio. Tuttavia, questa versione estesa di due ore e venticinque minuti, superiore di circa trentuno minuti rispetto al montaggio cinematografico, ci costringe a riconsiderare l'intera operazione sotto una luce critica profondamente diversa.

Pur essendosi Fincher categoricamente rifiutato di partecipare a questa rielaborazione, troppo segnato da un'esperienza che egli stesso rinnega, la "Assembly Cut" interviene chirurgicamente per sanare le voragini narrative del testo originale. Il montaggio chiarisce in modo inequivocabile il destino di numerosi personaggi secondari e, scelta filologica di grande rilievo, rimuove l'effetto posticcio dell'alieno squartapetto durante il sacrificio finale di Ellen Ripley, un'aggiunta sensazionalistica voluta all'epoca dai produttori durante sessioni di riprese aggiuntive. Il risultato che emerge dalla visione odierna è un'opera dal fatalismo cupo e dall'atmosfera essenziale, attraversata da un nichilismo spietato che i sequel hollywoodiani moderni raramente osano esplorare.

A testimoniare la forza latente di questa pellicola martoriata si erge una voce insospettabile e autorevole, quella di Christopher Nolan. Il cineasta britannico ha infatti confessato di essere rimasto folgorato dal talento visivo di Fincher fin dalla prima visione del film, dichiarando: «Non ho mai osato menzionare Alien 3 con lui. Credo sia molto consapevole dei difetti, così come dell'esperienza spaventosa che ha vissuto realizzandolo e di quanto sia stato maltrattato, posso solo immaginarlo. Ma il suo talento brilla in quel film. Sono uscito dalla sala, ho parlato con il ragazzo che era con me e ho detto: "Ho appena visto il nuovo Ridley Scott. So chi è il nuovo Ridley Scott, è David Fincher", e non mi sbagliavo. È tutto lì, nel film, che lui lo sappia o no».

A oltre trent'anni di distanza, il dibattito attorno al terzo capitolo della saga xenomorfa continua a bruciare. La "Assembly Cut" rappresenta il compromesso più vicino alla visione originaria del suo creatore, il reperto archeologico di una fantascienza d'autore soffocata dalle logiche industriali. Un pezzo di cinema imperfetto, irrisolto e a tratti sbilanciato, eppure capace di sprigionare lampi di assoluta e innegabile genialità registica.

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