La rinascita di Tom Ford: concluse a Roma le riprese di Cry To Heaven, con l'orizzonte puntato su Venezia
Concluse a Roma le riprese di Cry To Heaven di Tom Ford. Un cast corale con il debutto di Adele, puntando a Venezia 2026.
L'ex icona della moda scommette sulla settima arte e finanzia autonomamente il suo terzo film. Un cast corale che schiera Colin Firth, Nicholas Hoult e il debutto assoluto di Adele.
[di Redazione]
Il cinema esige una dedizione che non ammette compromessi, un dogma estetico ed esistenziale che Tom Ford ha interiorizzato con radicale consapevolezza. Due anni fa, abbandonando l'impero del fashion design costruito in decenni di incontrastati successi e ceduto per quasi tre miliardi di dollari, l'autore aveva dichiarato senza mezzi termini la sua urgenza espressiva: la moda appartiene ai giovani, mentre il resto della sua vita sarebbe stato consacrato esclusivamente alla settima arte. Quella solenne promessa prende oggi forma e sostanza all'ombra del Colosseo. Si sono infatti da poco concluse a Roma, dopo dieci intense settimane di lavorazione e settantatré giorni di set, le riprese della sua terza e attesissima opera, Cry To Heaven.
Adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Anne Rice, il progetto si delinea come un'operazione di rara ambizione, fieramente e testardamente indipendente. Dinanzi alle lungaggini e alle interferenze fisiologiche degli studios hollywoodiani, Ford ha optato per un'autonomia assoluta, scegliendo di autofinanziare integralmente la pellicola per preservarne il controllo creativo, con l'intento di proporla al mercato globale soltanto a post-produzione ultimata. Un rischio industriale calcolato da chi, in passato, ha già saputo sedurre la critica internazionale con l'eleganza dolente di A Single Man e con le spietate, chirurgiche geometrie narrative di Animali Notturni.
Ad affiancare il regista in questa avventura troviamo il direttore della fotografia Benjamin Kracun, reduce dai fasti visivi di opere disturbanti e acclamate come Promising Young Woman e The Substance. Ma è scorrendo l'impressionante lista degli interpreti che la portata del film si rivela in tutta la sua eccezionalità. Ford ha orchestrato una formidabile costellazione di talenti, richiamando collaboratori fidati e premiati come Colin Firth e Aaron Taylor-Johnson, per affiancare loro nomi del calibro di Nicholas Hoult, Ciarán Hinds, George MacKay, Mark Strong e Hunter Schafer. A catalizzare l'inevitabile curiosità mediatica è tuttavia la presenza della popstar britannica Adele, che sigla qui il suo assoluto debutto nella recitazione cinematografica.
LEGGI L'ARTICOLO: L'unione perfetta: Adele debutta nel cinema con Tom Ford in un dramma su castrati
Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato, innescando le consuete ma fondate speculazioni tipiche del circuito festivaliero. Con circa cinque mesi a disposizione per ultimare il delicato processo di post-produzione, l'orizzonte più naturale e prestigioso per la première mondiale appare la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, prevista per l'inizio di settembre 2026. Il Lido, d'altronde, rappresenta la dimora d'elezione per il cinema del regista texano, il palcoscenico che ne ha tenuto a battesimo gli esordi e ne ha consacrato il talento. Resta ora da capire se questa dedizione totalizzante alla macchina da presa saprà restituirci un autore capace di piegare il proprio innato formalismo alle esigenze di una narrazione profonda e definitiva.
LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp.
È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS