Al MACRO di Roma The Dream Syndicate (13-14 marzo 2026): un rigoroso convegno sul lavoro culturale, le piattaforme e l'arte.
Il museo capitolino ospita un rigoroso convegno curato da Carlo Antonelli e Valerio Mannucci sulle trasformazioni del capitale informazionale, nel solco dell'eredità del festival Dissonanze.
[di Mina Jane]
L'odierna condizione del lavoro culturale impone un'indagine severa sulle dinamiche produttive che regolano l'estetica, la visione e la società. Il MACRO di Roma, sotto la direzione artistica di Cristiana Perrella, offre il palcoscenico per un'ineludibile riflessione attraverso The Dream Syndicate. Il convegno internazionale, curato da Carlo Antonelli e Valerio Mannucci e iniziato ieri e che si concluderà oggi 14 marzo 2026 negli spazi di via Nizza (con ingresso gratuito), si interroga sulle metamorfosi del lavoro immateriale nell'epoca del capitalismo informazionale.
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L'iniziativa scaturisce dialetticamente dalla memoria di Dissonanze, storico festival ideato da Giorgio Mortari, formidabile crocevia di musica elettronica, arte digitale e suggestioni visive. Questa complessa eredità è attualmente storicizzata dalla mostra One Day You'll Understand, visitabile fino al 22 marzo. L'esposizione documenta la valenza anticipatrice di quell'esperienza, capace di orchestrare architettura e suono in una vera e propria mise-en-scène della modernità. Parimenti, The Dream Syndicate riattiva lo stesso spirito critico proiettandolo sulle urgenze contemporanee, analizzando l'esaurimento dell'autonomia individuale e la pressante necessità di una riorganizzazione collettiva.
L'operatore culturale, simile a un regista spogliato della propria pellicola, agisce all'interno di un sistema di estrazione del valore che fagocita il tempo e il desiderio, generando alienazione e logoramento professionale. Il dibattito, strutturato con rigorosa metodologia analitica, si articola in lecture e tavoli di discussione tematici, tra cui figurano Dalla fatica al coro, Ingegneria della gioia e Traditrice indispensabile. Teorici e critici di rilievo internazionale sono chiamati a dissezionare la prassi artistica: David Toop e McKenzie Wark inaugurano i lavori esaminando la smaterializzazione dell'opera e il concetto di "capitalismo vettoriale". Il programma accoglie inoltre gli autorevoli contributi di Simon Reynolds, Andrea Lissoni, Julian Siravo e il collettivo Industria Indipendente.
DIRETTA STREAMING 14 MARZO
L'incontro assume le vesti di un imprescindibile strumento di indagine sociologica ed estetica. Il fine ultimo consiste nel definire la soglia di vivibilità del lavoro creativo, sfidando l'infrastruttura totalizzante delle piattaforme digitali. Immaginare nuove geometrie del valore significa restituire alla produzione simbolica la sua intrinseca funzione civile, emancipando i creatori dalle spietate logiche dell'autosfruttamento.
Per informazioni e programma: https://www.museomacro.it/evento/the-dream-syndicate
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