Recensione di Paul & Paulette Take a Bath, la commedia romantica di Jethro Massey al cinema dal 5 marzo. Un cult indipendente premiato a Venezia.
Valutazione:★★★½☆(3,5 su 5)
In sala dal 5 marzo il brillante esordio di Jethro Massey, vincitore del Premio del Pubblico alla SIC di Venezia: un'opera audace che sovverte definitivamente le regole della commedia romantica.
[di Alex M. Salgado]
Da domani, giovedì 5 marzo, arriva grazie a Cat People Film finalmente nelle sale italiane un'opera destinata a scuotere il torpore del panorama cinematografico contemporaneo. Presentato in anteprima all'ottantunesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, dove ha trionfato conquistando il prestigioso Premio del Pubblico all'interno della 39ª Settimana Internazionale della Critica, il film d'esordio del regista franco-britannico Jethro Massey rappresenta una vera e propria boccata d'ossigeno per gli amanti della settima arte. Stiamo parlando di Paul & Paulette Take a Bath, una pellicola che mescola abilmente i codici della commedia sentimentale con le derive più oscure della fascinazione umana per il macabro.
Dietro la macchina da presa, Massey dirige un cast in stato di grazia, capitanato dalla magnetica Marie Benati nel ruolo dell'enigmatica Paulette e dal bravissimo Jérémie Galiana, che presta il volto all'insicuro fotografo americano Paul. Il comparto tecnico eccelle grazie alla calda fotografia curata da Isarr Eiriksson e Marius Dahl, al montaggio ritmato di Julien Chardon e alle musiche avvolgenti di Julien Decoret. La narrazione prende il via a Parigi, in Place de la Concorde, dove Paul incrocia una donna intenta a rievocare intimamente gli ultimi istanti di Maria Antonietta prima della decapitazione. Paulette, con sconcertante naturalezza, porge al fotografo un paio di forbici chiedendogli di compiere lo stesso gesto dei carnefici che tagliarono i capelli alla sovrana prima della ghigliottina. Da questo incontro surreale nasce un legame indissolubile, cementato da un passatempo insolito, ovvero visitare i luoghi esatti in cui si sono consumati efferati delitti storici o grandi tragedie per metterne in scena le dinamiche e percepirne le vibrazioni.
L'opera si tuffa con coraggio nel fenomeno sociologico del turismo macabro, utilizzandolo come potente metafora dell'elaborazione del trauma e dell'alienazione giovanile. Perché Paulette non è semplicemente un'eccentrica dalla morbosa fantasia: la sua ossessione per le esecuzioni capitali, da Maria Antonietta ai Comunardi di Père Lachaise fino a Gengis Khan, si rivela essere un sofisticato meccanismo per elaborare un trauma irrisolto legato alla figura paterna. I due protagonisti vagano per una capitale francese lontana dalle cartoline patinate, cercando nelle ombre del passato un appiglio per sopravvivere al vuoto emotivo del loro presente. Massey indaga in modo acuto come la narrazione storica abbia il potere di alterare radicalmente la percezione fisica degli spazi urbani, trasformando innocui appartamenti o strade trafficate in testimoni silenziosi di sofferenze dimenticate. La sceneggiatura sfugge a qualsiasi retorica consolatoria, preferendo provocare lo spettatore con un umorismo nero spiazzante e costringendolo a interrogarsi sul confine invisibile e pericoloso che separa la sincera empatia storica dal puro voyeurismo.
Il film non manca di nerbo, né di coraggio etico. Il climax del viaggio emotivo prende la forma di un road trip fino a Monaco di Baviera, dove Paul affitta un appartamento fingendo che sia l'ex residenza di Hitler, in omaggio a uno scatto iconico della fotografa di guerra Lee Miller. È una scena volutamente disturbante, che ha diviso la critica internazionale: provocazione cosciente o mossa di cattivo gusto? La risposta, come spesso accade nei film migliori, non è mai univoca. La forza viscerale della pellicola risiede nella straordinaria chimica tra i due attori principali, capaci di regalare interpretazioni vulnerabili e ricche di sfumature, unite a un'estetica visiva che omaggia i capolavori della Nouvelle Vague restituendo una matericità analogica e tattile incantevole. Dialoghi arguti, ambientazioni ricercate e un tocco irresistibilmente bohémien compongono un mosaico affascinante, perfetto per accogliere un pubblico stanco delle formule narrative preconfezionate. Abbandonate le certezze rassicuranti e lasciatevi trascinare in questa brillante esplorazione dei sentimenti umani. Se desiderate evadere dalle solite commedie che vengono propinate al cinema, Paul & Paulette Take a Bath offre un'esperienza visiva fresca, irriverente, divertente, indipendente.
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