Trump cancella il video AI razzista sugli Obama e incolpa uno stagista. Repubblicani indignati. Cronaca di una scusa che non regge.
Il video degli Obama-scimmie sparisce nel nulla. La scusa ufficiale? "Colpa di un assistente di basso livello". Ma la pezza è peggiore del buco.
[di Alessandro Massimo]
Non abbiamo fatto in tempo a digerire l'assurdità della difesa sul "Re Leone" che il circo ha già smontato le tende, o almeno ci ha provato. In una mossa degna di un illusionista da quattro soldi in preda al panico, il video che ritraeva gli Obama come scimmie è svanito dall'account di Truth Social. Cancellato. Puff. Come se la feccia digitale potesse essere lavata via con un click. Ma la vera commedia, quella che ti fa venire voglia di ordinare un altro doppio whisky per capire se sei sveglio, è la giustificazione.
Dopo aver difeso il post a spada tratta poche ore prima, la Casa Bianca ha fatto un'inversione a U repentina ancorché imbarazzante. Un funzionario dell'amministrazione ha avuto il coraggio di dire: "Un membro dello staff della Casa Bianca ha erroneamente creato il post. È stato rimosso". Capito? La colpa è del classico "assistente di basso livello" troppo zelante. È la vecchia tattica del capro espiatorio: quando la nave imbarca acqua tossica, butta a mare il mozzo.
Il tempismo è tutto in questa farsa grottesca. Il post è stato pubblicato intorno alla mezzanotte, l'ora delle streghe in cui Trump di solito si scatena online. E siamo pure al nono giorno del Black History Month. Un capolavoro di insensibilità tattica. Ma l'apice del ridicolo si raggiunge ripensando alle parole della portavoce Karoline Leavitt, che solo poche ore prima ci intimava di "smetterla con la finta indignazione" perché era solo una citazione del Re Leone. Piccolo dettaglio tecnico per i cinefili della West Wing: non ci sono scimmie nel Re Leone. Nemmeno una.
La puzza di bruciato è arrivata persino alle narici dei fedelissimi. Tim Scott, senatore repubblicano e aspirante pezzo grosso, ha definito il post "la cosa più razzista che abbia mai visto uscire da questa Casa Bianca". Anche il deputato Mike Lawler ha twittato chiedendo scuse immediate, definendo il post incredibilmente offensivo. Quando anche i tuoi alleati iniziano a coprirsi gli occhi per l'imbarazzo, sai che la "scusa dello stagista" non regge nemmeno con la colla vinilica.
E qui casca l'asino, o meglio, la scimmia digitale. Questa vicenda svela il lato più oscuro e codardo dell'uso dell'Intelligenza Artificiale in politica. L'IA non è solo un generatore di immagini; sta diventando lo strumento perfetto per la "negabilità plausibile". Ma sapete una cosa? Forse Trump ha appena sbloccato il trucco definitivo per la vita moderna. Se l'uomo più potente del mondo può nascondersi dietro la "gonna di uno stagista fantasma" dopo aver postato oscenità, perché non dovremmo farlo noi? Immaginate la libertà assoluta! Avete insultato il vigile che vi faceva la multa? "Mi scusi agente, è stato il mio assistente vocale di basso livello, io stavo solo citando Bambi". Avete dimenticato l'anniversario di matrimonio? "Amore, non sono stato io, è colpa dell'algoritmo che gestisce la mia empatia, sai com'è, ha avuto un glitch".
In questo nuovo, coraggioso mondo, nessuno è mai colpevole; siamo tutti solo vittime innocenti dei nostri staff immaginari. Quindi Hakuna Matata! che significa "senza pensieri", o meglio, "senza conseguenze", a patto di avere sempre qualcun altro da lanciare sotto l'autobus al momento giusto.
LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp.
È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS