Cinema United avverte il Senato USA: l'acquisto di Warner da parte di Netflix sarà catastrofico. Rischi per 60mila schermi e migliaia di posti lavoro.
Cinema United accusa: la fusione distruggerà le sale e ridurrà i film prodotti. La guerra delle "finestre" di Sarandos fa tremare Hollywood.
[di Alex M. Salgado]
Ennesima puntata della saga Netflix-WBD: questa volta, a urlare sono i padroni dei cinema di tutto il pianeta, terrorizzati dall’idea che il Grande Squalo Rosso finisca di divorare Warner Bros. sotto gli occhi di un manipolo di senatori.
LEGGI L'ARTICOLO: Netflix-Warner Bros: l'infinita saga tra propaganda Fedflix e il caso TCM di Scorsese
Cinema United, l’organizzazione che rappresenta il gotha dell’esercizio cinematografico, con i suoi 31.000 schermi negli USA e altri 30.000 sparsi in 80 Paesi, ha appena depositato una testimonianza scritta di sei pagine alla sottocommissione antitrust del Senato. E non è una lettura leggera. È un grido di battaglia che definisce la fusione “economicamente e culturalmente catastrofica”. Secondo Michael O'Leary e i suoi associati, se Netflix mette le mani su Batman e Harry Potter, il risultato sarà un massacro: “Meno cinema, finestre di distribuzione più brevi, meno ricavi, meno posti di lavoro nell'industria dell'intrattenimento nazionale e globale e meno film per i consumatori da vedere nelle sale”.
Il punto di rottura, il veleno che sta facendo impazzire i proiezionisti, è la famigerata finestra di esclusiva. Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, ha giurato ai legislatori che lo streamer è orientato verso una finestra teatrale esclusiva di 45 giorni. Sembra un compromesso accettabile, vero? Sbagliato. È qui che il trucco dell'algoritmo si palesa in tutta la sua ferocia. Quando uno studio tradizionale parla di 45 giorni, intende il tempo che intercorre tra l'uscita in sala e il PVOD (il noleggio digitale a pagamento), che a sua volta precede di mesi la finestra streaming. Se Sarandos intende 45 giorni per finire direttamente su Netflix, sta firmando la condanna a morte del botteghino: lo streaming solitamente arriva dopo 90-100 giorni. Tagliare quel tempo significa addestrare il pubblico a restare sul divano, trasformando i cinema in mausolei polverosi di una cultura che fu.
Ma non fatevi illusioni: per Cinema United, cambiare il carnefice non risolve il problema. Se David Ellison e la sua Paramount dovessero scavalcare Netflix e prendersi Warner, l'incubo sarebbe altrettanto vivido. Una fusione Paramount-Warner consoliderebbe fino al 40% del box office domestico annuale nelle mani di un singolo, dominante studio. È il gioco del monopolio giocato con le vite di migliaia di lavoratori e l'indotto di intere comunità. “Dobbiamo imparare le lezioni del passato”, avvertono gli esercenti, ricordando che ogni volta che l'industria si è consolidata, il numero di film prodotti è crollato.
Mentre la rissa per l'anima di Hollywood continua a Washington, la sensazione è quella di assistere a una partita a poker dove i mazzi sono truccati e la posta in gioco è il diritto stesso di sognare al buio, davanti a uno schermo gigante. Sarandos promette efficienza, gli esercenti vedono l'estinzione. Il finale di questa puntata è ancora avvolto nel fumo acre delle battaglie antitrust, ma una cosa è certa: la realtà ha superato la sceneggiatura più distopica e nessuno ha ancora gridato “taglia!”.
LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp.
È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS