La recensione di "Lavoreremo da grandi": Antonio Albanese dirige una commedia noir sugli inadeguati. In sala dal 5 febbraio.
In arrivo nelle sale il 5 febbraio, il nuovo film di Antonio Albanese è una commedia che parte dal grottesco per svelare un’umanità sincera. Tra una sana sperimentazione e un cast perfetto, la "virata noir" del regista racconta quattro amici che provano a restare in piedi.
[di Emanuele Di Girolamo]
Se con Cento Domeniche Antonio Albanese aveva esplorato il dramma sociale, con Lavoreremo da grandi (prodotto da Palomar e PiperFilm) compie una virata verso territori più surreali. Ma sotto la vernice della farsa notturna, batte lo stesso cuore che da sempre anima la sua poetica. Oltrepassando i confini della semplice commedia degli equivoci, l'opera si configura come un'indagine su quella che Albanese stesso ha definito un’umanità "rassegnata ma punk": personaggi che non hanno nulla da perdere e che, proprio nella loro inadeguatezza, trovano una forma di anarchica resistenza.
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Siamo in un’Italia di provincia, immobile nello splendore del Lago d'Orta, dove il tempo sembra essersi fermato per aspettare chi è rimasto indietro. Il lago trascende la funzione di semplice sfondo per imporsi come coprotagonista silenzioso: la sua placida malinconia crea un contrasto stridente e necessario con il caos che sta per esplodere. È qui che incontriamo i protagonisti: Umberto (Antonio Albanese), musicista che ha mandato in malora l'azienda paterna; Gigi, diseredato che vive abbracciato alla bottiglia; Beppe, idraulico soffocato dalla madre; e Toni, il figlio di Umberto, che entra ed esce dal carcere. Non sono vincenti, sono uomini che non hanno "svoltato", bloccati in un’adolescenza di ritorno.
Proprio tra le mura domestiche il film mostra il suo lato più interessante: la sperimentazione. Albanese accetta la scommessa dell'unità di luogo e di tempo, facendo consumare la storia quasi interamente nell'arco di una notte e in un piccolo ambiente. La pellicola assume così i contorni di una pièce teatrale serrata, dove la parola diventa l'unica via di fuga e i dialoghi, affilati e ritmici, trasformano il salotto di casa in un palcoscenico claustrofobico. Qui la tensione del thriller si stempera continuamente nella risata amara. Una sfida vinta: la regia gestisce con intelligenza spazi che rischiavano di risultare monotoni, lavorando su angoli e profondità diverse e favorendo lo scorrimento di una vicenda dove le battute si incastrano con buon ritmo. A sostenere l'atmosfera contribuiscono la fotografia di Italo Petriccione, che evita la cupezza per restituire il senso di stranezza degli eventi, e la colonna sonora di Giovanni Sollima, che spazia con agilità dal classico al contemporaneo.
Lavoreremo da grandi è un elogio degli inadeguati che si chiude con quella scintilla di speranza che il titolo suggerisce: forse, anche per chi è rimasto indietro, c'è ancora tempo per diventare grandi.
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LAVOREREMO DA GRANDI
Anno: 2026
Durata: 91'
Regia Antonio Albanese
Soggetto e Sceneggiatura Antonio Albanese, Piero Guerrera
Cast Antonio Albanese, Giuseppe Battiston. Nicola Riganese, Niccolò Ferrero
Fotografia Italo Petriccione
Montaggio Davide Miele
Musiche Giovanni Sollima
Scenografia Marco Belluzzi, Anna Ranci Ortigosa
Produzione Palomar - A Mediawan Company, PiperFilm
Distribuzione Italiana PiperFilm
Data di Uscita al Cinema 6 febbraio 2026
Ufficio Stampa Italia: Fosforo
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