Recensione La Gioia: Golino e Nanni nel film di Gelormini. Un amore proibito tra nostalgia e tragedia. Al cinema dal 12 febbraio.
Sospeso tra nostalgia e un presente disallineato, il nuovo film di Nicolangelo Gelormini indaga un legame proibito ispirato a una triste pagina di cronaca. Con un cast in stato di grazia e una Valeria Golino inedita. In sala dal 12 febbraio.
[di Emanuele Di Girolamo]
Dopo i riconoscimenti al 40º Festival di Mar Del Plata (Miglior Regia e Miglior Attore), arriva nelle sale La Gioia, un’opera che conferma la solida vocazione visiva di Nicolangelo Gelormini. Il lungometraggio tradisce presto la sua origine teatrale per abbracciare un linguaggio puramente cinematografico, dove la messa in scena diventa una gabbia dorata per le anime che la abitano.
La narrazione mette subito in chiaro la sua natura duettistica. Da un lato c'è Gioia (Valeria Golino), insegnante di francese che vive una paralisi esistenziale, accudendo il padre infermo e restando lei stessa bloccata in un’adolescenza mai finita. Gioia è una "colomba ingabbiata": una donna semplice, a tratti disarmante nella sua goffaggine dolce e nel suo tifo per la Juventus, che riempie i vuoti con un'immaginazione pericolosa. Dall'altro lato c'è Alessio (Saul Nanni), un ragazzo che l'adolescenza l'ha saltata a piè pari. Il suo approccio alla vita è vampirico: usa il corpo come strumento per rimediare denaro, in un desiderio di riscatto che diventa veleno silenzioso. È durante le ripetizioni di francese che nasce tra i due un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario.
È proprio nel contrasto tra questa miseria morale e la sua rappresentazione che si riconosce l'impronta produttiva del film. Targato HT Film e Indigo Film, La Gioia si inserisce perfettamente in quel filone di cinema italiano di qualità che si distanzia dal realismo sporco e documentaristico per scegliere la via dell'estetizzazione del dolore. Gelormini non cerca la cronaca cruda, ma applica un controllo formale maniacale sul degrado, elevandolo visivamente.
Ispirato a un fatto di cronaca, il film non lascia spazio a illusioni. Quelli messi in scena sono i desideri e le perversioni di un mondo disallineato e insaziabile. Il finale, tragico e inevitabile, ci ricorda che in questo ecosistema di affetti malati, dove l'estetica è impeccabile ma l'etica è assente, il prezzo da pagare è spesso la cancellazione dell'unica forma di amore vero che si sia mai incontrata.
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LA GIOIA
anno 2025
durata 108'
regia Nicolangelo Gelormini
cast Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella, Betti Pedrazzi
sceneggiatura Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori, dall’opera teatrale "Se non sporca il mio pavimento - Un melò" di Giuliano Scarpinato, Gioia Salvatori
fotografia Gianluca Palma
montaggio Chiara Vullo
scenografia Eugenia F. Di Napoli
costumi Antonella Cannarozzi
musica Tóti Guðnason
produzione HT Film, Indigo Film, Vision Distribution, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
distribuzione Vision Distribution
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