Berlinale 2026: la grande rivolta delle Star. Javier Bardem, Tilda Swinton e Adam McKay rompono il silenzio su Gaza

Caos Berlinale:Javier Bardem, Tilda Swinton e 80 cineasti firmano una lettera aperta. Accuse di censura, di indagini di polizia contro i registi.

Oltre 80 cineasti firmano una lettera aperta che accusa il festival di complicità e censura. Nel mirino le dichiarazioni di Wim Wenders e la gestione del dissenso politico. "Non si può separare il cinema dalla realtà".

[di Alex M. Salgado]

Berlinale- La giuria

Il tappeto rosso della Berlinale non è mai stato così incandescente. Nel cuore dell'edizione 2026, quello che doveva essere un momento di celebrazione cinematografica si è trasformato nel palcoscenico di una protesta istituzionale senza precedenti. Un gruppo di oltre 80 professionisti del settore, tra cui figurano alcuni dei nomi più prestigiosi del cinema contemporaneo, ha diffuso una lettera aperta che scuote le fondamenta etiche e politiche della kermesse tedesca. Il documento, dai toni perentori e gravissimi, condanna senza appello quello che viene definito il "silenzio" della Berlinale sul conflitto a Gaza e la sistematica "censura" degli artisti che hanno tentato di esprimere solidarietà alla causa palestinese.

La lista dei firmatari è un vero Who's Who del cinema d'autore e dell'industria globale. Accanto ai già citati premi Oscar Javier Bardem e Tilda Swinton, troviamo il regista di Don't Look Up Adam McKay, il maestro del realismo sociale britannico Mike Leigh, e la celebre fotografa e attivista Nan Goldin. Ma il fronte del dissenso è vastissimo e trasversale: firmano registi acclamati come Lukas Dhont, Miguel Gomes, Avi Mograbi, Hany Abu-Assad, Sepideh Farsi e attori come Tatiana Maslany, Peter Mullan, Tobias Menzies, Alia Shawkat e Angeliki Papoulia. Una mobilitazione che include anche teorici e documentaristi di peso come James Benning, John Greyson e Eyal Sivan .

La scintilla che ha fatto esplodere la polveriera sono state le dichiarazioni del presidente di giuria, Wim Wenders, che durante la conferenza stampa inaugurale ha sostenuto che il cinema fosse "l'opposto della politica" e che il festival dovesse restarne fuori. Una visione che i firmatari respingono con fervido disaccordo. "Non si può separare l'uno dall'altra", scrivono gli artisti, sottolineando come l'arte sia intrinsecamente legata alla realtà politica che la circonda. La lettera attacca duramente questa pretesa di neutralità, definendola una copertura per una complicità di fatto con lo status quo.

Il j'accuse entra poi nel dettaglio delle pratiche del festival, facendo chiarezza sulle gravi denunce sollevate dal Palestine Film Institute. La lettera non parla di sensazioni vaghe, ma descrive una repressione sistematica avvenuta durante la scorsa edizione. Viene riportato che il festival ha collaborato attivamente con la Polizia Federale nelle indagini sui propri ospiti, instaurando un regime di sorveglianza sui cineasti. Si cita il caso emblematico di un regista che, dopo aver pronunciato un discorso basato sul diritto internazionale e sulla solidarietà, è stato oggetto di un'indagine di polizia; fatto ancora più grave, la dirigenza della Berlinale avrebbe falsamente etichettato quel discorso come discriminatorio, legittimando di fatto la persecuzione. Altri registi riferiscono di essere stati "aggressivamente rimproverati" dai programmatori per le loro prese di posizione a favore della vita dei palestinesi, creando un clima che viene descritto come di pura "paranoia", dove gli artisti si sentivano braccati e privi di protezione all'interno della manifestazione.

L'accusa si allarga al contesto politico tedesco. I firmatari si dicono costernati dal ruolo dello Stato tedesco, principale finanziatore del festival, nell'abilitare quello che definiscono senza mezzi termini "il genocidio in corso di Israele contro i palestinesi". La lettera cita Ai Weiwei, che ha recentemente paragonato l'attuale clima in Germania agli anni Trenta, parlando di un impulso fascista che ha solo cambiato bersaglio. Viene inoltre menzionata la condanna di Irene Khan, relatrice speciale ONU, contro l'uso di leggi draconiane da parte della Germania per restringere l'attivismo pro-Palestina, raggelando il dibattito pubblico nelle arti e nell'accademia.

Il documento non risparmia dettagli crudi, facendo riferimento a "2.842 palestinesi 'evaporati'" da armi termiche e termobariche di fabbricazione statunitense, mentre la Germania continua a fornire armamenti a Israele. Di fronte a questo scenario, gli artisti chiedono alla Berlinale di abbandonare ogni ipocrisia. Ricordano come il festival abbia rilasciato in passato chiare dichiarazioni sulle atrocità in Iran e Ucraina, e pretendono lo stesso trattamento ora: "Chiediamo alla Berlinale di adempiere al suo dovere morale e dichiarare chiaramente la sua opposizione al genocidio di Israele, ai crimini contro l'umanità e ai crimini di guerra".

La lettera conclude avvertendo che "la marea sta cambiando". Oltre 5.000 lavoratori del cinema, incluse figure di spicco di Hollywood, hanno già rifiutato di lavorare con istituzioni israeliane complici, e festival come l'IDFA di Amsterdam, il BlackStar negli USA e il Film Fest Gent in Belgio hanno già aderito al boicottaggio culturale. Per la Berlinale, la richiesta è chiara: smettere di proteggere Israele dalle critiche e difendere la libertà di parola dei propri ospiti, senza polizia e senza censure.

---

LuciSullaScenaMagazine è anche su Whatsapp

È sufficiente cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornati.

COMMENTS

Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share to a social network STEP 2: Click the link on your social network Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy Table of Content