Il corto DOSO di Michele Gaggiano al cinema dal 9 al 15 febbraio 2026. Il vincitore del Believe Film Festival affronta il tema dell'IA nelle sale ACEC
Dal 9 al 15 febbraio il cortometraggio di Michele Gaggiano, vincitore del Premio ACEC al Believe Film Festival, arriva al cinema. Un'opera matura che sfida gli stereotipi sulla tecnologia e sulla solitudine giovanile.
[di Redazione]
Esiste un cinema che nasce "dal basso", lontano dai grandi circuiti produttivi ma incredibilmente vicino alle urgenze del contemporaneo. È in questo territorio fertile che opera il Believe Film Festival, l'unica realtà italiana dedicata esclusivamente ai cortometraggi realizzati da autori under 24. La notizia che scuote positivamente l'ambiente è l'alleanza strategica siglata con ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), che porterà sul grande schermo il vincitore dell'ultima edizione: DOSO.
Nella settimana che va dal 9 al 15 febbraio 2026, le sale aderenti al circuito ACEC proietteranno il corto in testa ai film di ordinaria programmazione. Non si tratta di un semplice riempitivo, ma di una scelta curatoriale forte che mira a restituire dignità e visibilità al formato breve, troppo spesso relegato al web o ai festival di settore.
L'opera: un incubo notturno tra solitudine e algoritmo
Dietro la macchina da presa troviamo Michele Gaggiano, classe 2005, studente della LABA di Brescia. La sua giovanissima età potrebbe trarre in inganno, ma DOSO rivela una maturità espressiva sorprendente. Gaggiano, supportato da una troupe di coetanei, evita le trappole del didascalismo per affrontare il tema dell'Intelligenza Artificiale con un approccio quasi esistenzialista.
Il protagonista, Leo, è un giovane addetto alle pulizie notturne, un fantasma che si muove in una città deserta fatta di sacchi di rifiuti e silenzio. La sua routine viene spezzata dal ritrovamento di un volantino che innesca una catena di eventi misteriosi: una busta anonima, un dispositivo enigmatico e un indirizzo che lo spinge fuori casa alle prime luci dell'alba. L'epilogo si consuma in una stanza spoglia, dove la voce incorporea di un'IA lo pone di fronte a una scelta radicale.
L'analisi del film suggerisce come la nuova generazione di cineasti stia utilizzando il genere sci-fi non per l'effetto speciale fine a se stesso, ma per indagare la condizione umana. La solitudine di Leo diventa lo specchio di una generazione iperconnessa ma isolata, che cerca risposte (o istruzioni) persino nelle macchine.
Una scommessa sul futuro
Questa iniziativa rappresenta un segnale importante. ACEC e Believe Film Festival dimostrano che scoprire, sostenere e valorizzare il nuovo cinema non è solo uno slogan, ma una pratica concreta. Offrire a un ventenne la possibilità di confrontarsi con il pubblico della sala cinematografica significa investire sul futuro dell'industria.
Mentre attendiamo la prossima edizione del Festival, programmata a Verona dal 15 al 18 ottobre 2026, DOSO ci ricorda che il talento non ha età anagrafica. Se questo è il livello delle nuove leve, il cinema italiano ha ancora molto da dire.
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