Recensione L'AGENTE SEGRETO: il noir di Mendonça Filho è un atto d'accusa. Dal 1977 a oggi, la memoria come resistenza.
Un noir in apnea che punta agli Oscar. Kleber Mendonça Filho racconta il Brasile della dittatura per svelare le cicatrici di oggi.
[di Massimo Righetti]
C'è un movimento nell'acqua. Impercettibile. Una linea che rompe la superficie calma di un mare che dovrebbe essere solo bellezza. Sotto, il buio. Sopra, il 1977. Il caldo umido del Brasile che ti si incolla addosso come una seconda pelle. Un Maggiolino giallo che corre sull'asfalto. Un uomo che scappa.
Arriva nelle sale il 29 gennaio, portato da FilmClub Distribuzione, L’Agente Segreto di Kleber Mendonça Filho. Arriva con le spalle cariche di gloria. La Palma per la regia a Cannes, il premio a Wagner Moura, i Golden Globes che luccicano. E ora, nell'aria, quella vibrazione elettrica che precede la notte degli Oscar. Sembrano trofei. Ma entrate nel buio della sala e guardateli bene: dopo le quasi tre ore di film, si trasformano in cicatrici dorate.
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Marcelo, un intenso Wagner Moura, fugge da San Paolo verso Recife in apparenza per riabbracciare suo figlio. Cerca di sparire nelle pieghe di un carnevale apparentemente gioioso, un telo colorato steso sulla tragedia di una dittatura senza scrupoli. Mendonça Filho ignora la geometria semplice del thriller e sceglie l'asfissia. Disegna un labirinto dove manca l'aria. Un noir in apnea. Niente linee rette, solo sussulti. È l'unica forma possibile per raccontare un tempo rotto. La memoria qui diventa un atto di resistenza, un modo per restare interi quando il mondo prova a smembrarti.
Qui la musica finisce. Il regista ci guarda negli occhi e ci catapulta avanti nel tempo. Perché il film è una autopsia del presente. Parla del Brasile post-Bolsonaro. Il meccanismo è identico: ieri era la censura del Generale e Presidente Ernesto Geisel, le leggende metropolitane per coprire le torture. Oggi è la disinformazione, la polarizzazione, la retorica che taglia i fondi alla cultura. Mendonça Filho traccia una linea retta: le dittature non muoiono quando cadono i generali. Muoiono solo quando smettiamo di permettere che le loro bugie riscrivano la nostra realtà. È un atto d'accusa. Freddo. Chirurgico.
Torniamo all'acqua, adesso. Lo squalo è ancora lì. Andate a vederlo. Immergetevi in questo buio luminoso. Perché c'è verità, in questo dolore. E se esiste una giustizia, anche solo poetica, date a quest'uomo e a questa storia, la statuetta dorata che spetta loro di diritto.
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L'AGENTE SEGRETO - O agente secreto
Anno 2025
Durata 160 min
Genere thriller, drammatico
Regia Kleber Mendonça Filho
Cast Wagner Moura, Maria Fernanda Cândido, Gabriel Leone, Carlos Francisco, Alice Carvalho, Robério Diógenes
Sceneggiatura Kleber Mendonça Filho
Fotografia Evgenija Aleksandrova
Montaggio Matheus Farias, Eduardo Serrano
Produttore Emilie Lesclaux
Casa di produzione CinemaScópio Produções, MK2 Productions, Lemming Film, One Two Films, Arte France Cinéma
Distribuzione FilmClub Distribuzione, Minerva Pictures
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