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Il ritorno di Julia Roberts: tra l’angoscia di After the Hunt, la sfida all’Intelligenza Artificiale e quel SI a Ocean’s 14

Julia Roberts si racconta a Deadline: il nuovo film After the Hunt, la critica all'AI, i retroscena su Pretty Woman e la conferma di Ocean's 14.

In una lunga intervista a Deadline, la star si racconta senza filtri: dalla collaborazione "straordinaria" con Luca Guadagnino alla paura che il cinema scompaia, fino ai retroscena sui suoi cult del passato e la conferma del ritorno con Clooney.

[di Alex M. Salgado]

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C’è qualcosa nel sorriso di Julia Roberts che nessun algoritmo potrà mai replicare. Quella luce che ha illuminato Notting Hill e Pretty Woman è la stessa che oggi, in una veste completamente diversa, tormenta Alma, la protagonista del nuovo dramma di Luca Guadagnino, After the Hunt. In una conversazione esclusiva con Deadline, l'attrice ha offerto uno sguardo profondo sulla sua carriera attuale, definendo questo ruolo il migliore dai tempi di Erin Brockovich, e ha tracciato una linea netta tra l'arte umana e l'avanzata tecnologica.

Roberts non usa mezzi termini quando si parla di Intelligenza Artificiale nell'arte. Sebbene riconosca i benefici in campi come la medicina, per l’arte il suo giudizio è netto e tagliente. "Non credo sia possibile", afferma riguardo all'idea che un software possa sostituire i creativi. "Penso che alla radice di ogni libro, opera teatrale, film, saggio e articolo ci sia il cuore e l'anima di qualcuno, e questi non sono fabbricabili". L'attrice confessa di non essersi mai avvicinata a strumenti come ChatGPT, vedendoli come un pericolo insidioso: "È un pendio scivoloso, giusto? Ogni volta che trovi quella scorciatoia per qualcosa, all'inizio dici: 'Oh, è fantastico'. Ma lo è davvero? Non nascondo la mia preoccupazione che la ricerca della facilità possa erodere l'essenza stessa dell'espressione umana"

Questa preoccupazione si estende al futuro della sala cinematografica. L'attrice ha condiviso con Deadline un momento di vulnerabilità vissuto durante il Covid, quando, parlando con il suo agente Bryan Lourd, è scoppiata a piangere sulla sua sedia a dondolo temendo che non saremmo mai più tornati al cinema. Per lei, l'esperienza collettiva è insostituibile: "Dove altro ti siedi con un gruppo di persone... condividendo energeticamente la stessa storia? È troppo straziante credere che possa sparire".

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julia roberts After the Hunt
After The Hunt
Il presente di Julia Roberts è però solidamente ancorato al cinema d'autore. La sua interpretazione in After the Hunt, che le è valsa una nomination ai Golden Globe, nasce da un'intesa artistica profonda con Luca GuadagninoL'attrice descrive il regista italiano come "una delle persone più premurose, competenti, profonde e appassionate" che abbia mai incontrato.  Per delineare il personaggio di Alma, la professoressa tormentata, Roberts e il team di Guadagnino hanno guardato a un’icona assoluta: Gena Rowlands. "Avevamo così tante foto di lei nella sala trucco e parrucco", ricorda l'attrice. La Rowlands non era solo un riferimento estetico per quell'abbigliamento che Roberts definisce un'uniforme, studiata per sembrare trasandata ma curata in ogni dettaglio; era un modello di recitazione viscerale. "Molti dei personaggi che ha interpretato avevano questa dinamica interna. Era come una partita a Jenga, e non sapevi quando sarebbe crollata". Roberts voleva catturare proprio quella sfumatura interna, quell'imprevedibilità emotiva. La notizia della morte della leggendaria attrice, avvenuta il giorno dopo la fine delle riprese, ha lasciato il cast devastato, trasformando il film in un tributo silenzioso alla sua memoria.

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Guardando al passato, l'intervista tocca corde nostalgiche ma lucide. Riguardo a Pretty Woman, la Roberts ammette che oggi non potrebbe più interpretare quel ruolo: "Ho troppi anni di 'peso del mondo' dentro di me ora... sarebbe impossibile interpretare qualcuno che era davvero innocente". Parlando invece di Notting Hill, uno dei suoi film più amati, Roberts rivela una reazione iniziale tutt'altro che entusiasta. Quando il suo agente le propose la parte, il suo pensiero fu: "Sembra l'idea più stupida per un film che potrei mai fare. Devo interpretare la più grande star del cinema del mondo e faccio cosa? E poi cosa succede? Sembra così fottutamente stupido". Fu solo la lettura della sceneggiatura di Richard Curtis a farle cambiare radicalmente idea: "Oh. È così affascinante. È così divertente", pensò, realizzando di avere tra le mani un gioiello.

julia roberts  - george clooney

Ma c'è spazio anche per l'ironia e per aneddoti curiosi legati al presente. Alla domanda su Ocean’s 14, Julia Roberts conferma le voci: "Sono nella squadra di George [Clooney]". La logistica è complicata, dati gli impegni di tutti (incluso Don Cheadle presto a Broadway), ma "quando George si mette in testa una cosa, le cose accadono". 

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Parlando invece di Jay Kelly Roberts cita una gag ricorrente in cui il personaggio di Clooney, una star del cinema, trova ovunque cheesecake nonostante la detesti. Nella vita reale, l'attrice ha notato un parallelismo bizzarro: ovunque vada, trova enormi ciotole di mandorle crude. "Non ho idea del perché", ride, gesticolando. "Mi piacciono, ma non all'ingrosso! Sono ovunque io vada". La situazione è diventata così comica da spingerla a un'azione ufficiale: ha inviato un'email al suo team chiedendo, per il nuovo anno, di "revisionare tutti i rider che mi riguardano, perché penso sia tempo di un piccolo reset sulle mandorle".

LEGGI LA NOSTRA RECENSIONE: Jay Kelly: L’arte di perdersi (senza trovare nulla)

Tra drammi accademici, battaglie per l'integrità artistica e reunion stellari, Julia Roberts dimostra che, come dice lei stessa citando Pretty Woman, "i tempi cambiano, le persone cambiano", ma il suo status di icona resta immutato senza mai perdere quell'umanità che la rende, a dispetto dell'AI, insostituibile.

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