Eventi 9-11 gennaio 2026: scopri cosa fare in Italia. Da Nan Goldin a Milano a Elio Germano a Roma, fino al cinema d'autore.
Dal cinema d'essai che resiste a Roma alle visioni di Nan Goldin a Milano, passando per il teatro civile di Elio Germano. L'Italia riparte dalla cultura dopo le feste.
[di Redazione]
Superata la soglia dell'Epifania, che tradizionalmente chiude il ciclo delle celebrazioni domestiche, il fine settimana dal 9 all'11 gennaio 2026 segna il vero inizio dell'anno culturale italiano. Il tessuto artistico della penisola si libera dagli obblighi dell'intrattenimento puramente festivo per tornare a proporre contenuti di densità intellettuale, in una dialettica affascinante tra la monumentalità delle grandi istituzioni e la resistenza creativa degli spazi indipendenti.
Il Cinema: Geografie dell'Anima e Resistenze Romane
Nelle sale cinematografiche, questo weekend si configura come un territorio di confine dove la narrazione d'autore riconquista il suo spazio vitale. L'uscita di maggior rilievo per il pubblico cinefilo è La Villa Portoghese (Una quinta portuguesa), l'opera seconda della regista Avelina Prat distribuita da Academy Two. Il film, un dramma intimo che vede protagonisti Manolo Solo e Maria de Medeiros, esplora la crisi dell'identità maschile attraverso la metafora architettonica di una casa di campagna lusitana, rifugio fisico ed esistenziale. È una pellicola che lavora sulla stasi e sul "non detto", offrendo un'alternativa riflessiva ai blockbuster ancora in programmazione.
Parallelamente, a Roma si consuma un atto di pura resistenza culturale presso il Cinema Azzurro Scipioni. La storica sala fondata da Silvano Agosti propone le repliche de Il Sentiero Azzurro (O último azul) di Gabriel Mascaro. Inserito in una programmazione coraggiosa che include anche titoli come L'Anno Nuovo che non arriva, il film di Mascaro narra la fuga di una settantasettenne che rifiuta il controllo di un regime per inseguire un sogno amazzonico. Le proiezioni (sabato 10 alle 17:00 e domenica 11 alle 19:00) trasformano la sala in un laboratorio di "sinfonie per immagini", ribadendo la centralità della visione collettiva.
Per orari dettagliati consultare azzurroscipioni.it.
Milano e le Arti Visive: Il Dolore e la Storia
Il capoluogo lombardo offre l'ultima occasione per immergersi nell'universo crudo e poetico di Nan Goldin presso l'HangarBicocca. La retrospettiva This Will Not End Well, visitabile gratuitamente fino a febbraio, rivoluziona la fruizione fotografica attraverso padiglioni sonori dove opere come The Ballad of Sexual Dependency diventano narrazione liquida e straziante. È un'esperienza che richiede tempo e predisposizione emotiva.
Info su hangarbicocca.org.
Nel frattempo, il Castello Sforzesco continua a indagare l'immaginario collettivo con la mostra L'Italia sulla Neve, un percorso tra grafiche e manifesti che anticipa culturalmente le Olimpiadi del 2026, mentre la Fondazione Luigi Rovati prosegue la sua raffinata indagine archeologica sullo spirito olimpico.
Dettagli su milanocastello.it e fondazioneluigirovati.org.
Il Teatro: Impegno Civile e Grandi Classici
Roma conferma la sua vocazione per il teatro di parola e d'impegno. Al Teatro Ambra Jovinelli va in scena La guerra com’è, uno spettacolo necessario tratto dagli scritti di Gino Strada, con Elio Germano e le musiche dal vivo di Teho Teardo. In scena fino all'11 gennaio, è un duetto di musica e parole che interroga la coscienza collettiva sulle priorità della nostra società.
Biglietti disponibili su ambrajovinelli.org.
Info su teatrostabileveneto.it
La Musica: Sinfonie Romane e il Ricordo di Faber
L'eccellenza musicale trova casa a Roma, all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove nel weekend il direttore Manfred Honeck guida l'orchestra e il pianista Seong-Jin Cho in un programma tardo-romantico di rara bellezza, spaziando da Čajkovskij a Dvořák (sabato 10 e domenica 11).
Per i biglietti: santacecilia.it.
Infine, domenica 11 gennaio, l'Italia intera si unisce in un rito laico per l'anniversario della scomparsa di Fabrizio De André. A Milano, in Piazza Duomo, alle ore 20:00, si terrà la tradizionale Cantata Anarchica: nessun palco, nessun biglietto, solo centinaia di persone che intonano insieme le canzoni di Faber, trasformando la piazza in uno spazio di condivisione e memoria viva.
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