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Dieci anni di sguardi ribelli: il Premio Zavattini celebra il decennale all’Azzurro Scipioni

Festeggia il decennale del Premio Zavattini all'Azzurro Scipioni: 3 giorni di corti gratis e incontri con autori under 35 dal 13 al 15/01.

Dal 13 al 15 gennaio 2026, la storica sala romana ospita una maratona di cortometraggi che riscrivono la memoria. Un viaggio tra archivi e sperimentazione per riscoprire il cinema "libero" auspicato dal maestro di Luzzara.

[di Redazione]

Premio Zavattini

C’è qualcosa di profondamente simbolico nel celebrare dieci anni di cinema basato sul riuso d’archivio proprio all'Azzurro Scipioni di Roma, uno dei luoghi più resistenti e identitari della cinefilia romana. Dal 13 al 15 gennaio 2026, la sala di Via degli Scipioni 82 diventerà il palcoscenico di una festa visiva dedicata al Premio Cesare Zavattini, l’iniziativa promossa dalla Fondazione AAMOD che, da un decennio, sfida giovani filmmaker under 35 a prendere la polvere della storia e trasformarla in materia incandescente.

L'evento, a ingresso gratuito, non è una semplice carrellata di opere, ma una dimostrazione di come il passato possa dialogare con il presente attraverso il found footage. L'obiettivo è chiaro: liberare le immagini dalla loro prigionia documentale per farle esplodere in nuove narrazioni.

Una generazione che riscrive la Storia

Il programma delle proiezioni (dalle 18:00 alle 22:30) offre una panoramica potente sulla creatività italiana emergente. Tra i titoli più attesi, spicca Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci, un’opera intima e struggente che utilizza vecchi VHS di famiglia per raccontare il rapporto complesso con una madre malata, trasformando il ricordo privato in un’emozione universale. Di tono diverso, ma altrettanto incisivo, è In Her Shoes di Maria Iovine, che ribalta con intelligenza le convenzioni di genere: attraverso un montaggio serrato di materiali d’archivio, la regista costruisce una distopia in cui le donne detengono il potere e gli uomini sono relegati alla cura della casa, offrendo una satira tagliente sulla società patriarcale.

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Non mancheranno sguardi ironici sulla politica, come in Comunisti di Davide Crudetti, dove la fine del PCI si intreccia con la biografia di chi è nato proprio nell'anno del suo scioglimento, o incursioni nella fantascienza con Blue screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, che immaginano un futuro dominato da androidi utilizzando paradossalmente immagini del passato.

La parola ai protagonisti

Il valore di questa rassegna risiede nella sua capacità di connettere le generazioni. Corrado Azzollini, presidente di L'Immagine ETS e custode dell'Azzurro Scipioni, sottolinea l'urgenza di riportare questi esperimenti in sala: "Ospitare il decennale del Premio Zavattini è per noi un atto di resistenza culturale necessario. Per le nuove generazioni, spesso sommerse da un flusso visivo effimero, vedere come la memoria storica possa essere smontata e rimontata per creare nuovi significati è una lezione di libertà. Il cinema d'archivio qui perde la sua patina museale e diventa vivo, dimostrando ai ragazzi che le immagini hanno un'anima che sopravvive al tempo, pronta a parlare a chi sa ascoltarla".

Anche Antonio Medici, direttore del Premio, ribadisce la centralità di questa operazione: "Con questa iniziativa ci interessa aprire un confronto sul peculiare punto di vista, sulle estetiche e sulle tematiche di una generazione di filmmaker under 35, che nel corso di questo decennio si è confrontata con l'archivio e il suo riuso. Un’iniziativa che è stata in grado di anticipare in Italia e sintonizzarsi con le tendenze più originali del cinema contemporaneo internazionale".

Oltre la sala: la tavola rotonda

La celebrazione si estenderà oltre le proiezioni. Sabato 17 gennaio, presso la sede dell’AAMOD in via Ostiense 106, si terrà una tavola rotonda dalle 15:00 alle 19:30 intitolata Il senso degli archivi negli sguardi di una generazione di filmmaker. Un momento di confronto diviso in panel tematici — dai "Racconti che non c’erano" alle "Riletture" storiche — che vedrà la partecipazione di esperti del settore come Laura Delli Colli e Wilma Labate, insieme agli autori stessi.

In un panorama cinematografico spesso omologato, la rassegna all'Azzurro Scipioni rappresenta una boccata d'ossigeno. Un’occasione imperdibile per chi crede che il cinema abbia ancora il potere di sorprendere, sovvertire e, soprattutto, ricordare il futuro.

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