Recensione de Il Caso 137 di Dominik Moll, al cinema dal 16 aprile. Léa Drucker indaga sulla brutalità poliziesca in un thriller civile presentato a C
Il thriller poliziesco che esplora la brutalità istituzionale e l'impegno civile, con una straordinaria Léa Drucker. Il film esce al cinema da giovedì 16 aprile grazie a Teodora Film.
[Di Alex M. Salgado]
Dopo essere stato accolto con grande calore all'ultimo Festival di Cannes, dove ha segnato il ritorno in concorso ufficiale del regista franco-tedesco Dominik Moll, Il Caso 137 (titolo originale Dossier 137) si presenta al pubblico italiano come un’opera di fortissimo impatto emotivo e civile. Già durante la première internazionale, il film aveva conquistato spettatori e critica per la sua capacità di affrontare tematiche urgenti con una tensione costante, confermando Moll come una delle voci più lucide del cinema europeo contemporaneo.
La trama de Il Caso 137
Il regista, il cui precedente La Notte del 12 aveva già dimostrato la sua maestria nel coniugare tensione narrativa e impegno civile, esplora in questa nuova opera le complesse dinamiche dell'IGPN, l'Ispettorato Generale della Polizia Nazionale francese, comunemente definita "polizia della polizia". Al centro della narrazione troviamo Stéphanie, interpretata da Léa Drucker, un'investigatrice incaricata di far luce su un caso apparentemente ordinario: il ferimento grave di un giovane manifestante colpito da un proiettile LBD durante una protesta a Parigi.
La svolta narrativa avviene quando Stéphanie scopre un legame personale con la vittima, originaria della sua stessa città natale. Questo elemento trasforma profondamente la sua relazione con l'indagine, elevandola da semplice pratica burocratica a questione intimamente personale. Il dossier 137 diventa così catalizzatore di dilemmi etici e professionali sempre più complessi, ponendo la protagonista al crocevia tra lealtà istituzionale e ricerca della verità.
Léa Drucker: una protagonista straordinaria
La performance di Léa Drucker costituisce indiscutibilmente il fulcro emotivo dell'opera. La sua interpretazione di una funzionaria pubblica resiliente e determinata è semplicemente superba. La sua Stéphanie è una donna tenace che si scontra con un sistema prevalentemente maschile, affrontando l'ostilità dei colleghi e il peso di un lavoro spesso ingrato, incarnando la domanda cruciale se il suo impegno possa davvero fare la differenza. Significativa la scena in cui il figlio le chiede "Perché tutti odiano la polizia?", condensando in una domanda semplice la complessità della sua posizione.
La regia di Dominik Moll
Dossier 137 affronta con coraggio tematiche di stringente attualità: la violenza durante le proteste sociali, l'uso controverso dei LBD (lanceurs de balle de défense usati dalla Polizia antisommossa), le responsabilità istituzionali e le fratture sociali, razziali e di genere che attraversano la società contemporanea. Il film si orienta verso l'esplorazione di problematiche sistemiche piuttosto che isolare comportamenti devianti di singoli, come evidenziato dal finale sommesso che riconosce come quello narrato sia solo uno tra innumerevoli casi di presunti illeciti della polizia, le cui conclusioni raramente offrono consolazione.
La forza del film risiede nella sua capacità di stimolare una riflessione profonda su questioni urgenti e complesse senza offrire facili risposte o eroi risolutori. Moll ci mostra con lucidità che gli sforzi individuali, per quanto lodevoli, si inscrivono in una lotta più ampia, continua e spesso frustrante contro disfunzioni sistemiche.
Il Caso 137 vale la pena vederlo?
Titolo Originale: Dossier 137
Anno di Produzione: 2024 (uscita 2025)
Distribuzione Italia: Teodora Film
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