Billie Eilish è Esther Greenwood: le prime foto dal set di The Bell Jar

Prime foto dal set: Billie Eilish è Esther Greenwood in The Bell Jar, il film di Sarah Polley dal romanzo di Sylvia Plath.

Le foto dal set diffuse il 3 agosto da World of Reel mostrano la cantante ventiquattrenne al suo debutto cinematografico assoluto. Regia della premio Oscar Sarah Polley. 

[di Redazione]

Billie Eilish è Esther Greenwood: le prime foto dal set di The Bell Jar

Un top rosso a girocollo, una gonna a quadri, l'aria composta e assente di una ragazza degli anni Cinquanta che guarda il proprio futuro con un misto di ambizione e presagio. Sono le prime immagini, diffuse il 3 agosto da World of Reel, di Billie Eilish sul set di The Bell Jar, il film che Sarah Polley sta girando a Toronto dallo scorso 29 giugno. La cantante ventiquattrenne, al suo debutto assoluto come attrice cinematografica dopo la breve apparizione nella serie Amazon Sciame (Swarm) del 2023, indossa i panni di Esther Greenwood, protagonista dell'omonimo romanzo semi-autobiografico che Sylvia Plath pubblicò nel gennaio 1963 con lo pseudonimo di Victoria Lucas. Un mese dopo l'uscita del libro, Plath si tolse la vita a trent'anni. Basta questo dato per misurare il peso simbolico dell'operazione.

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Sarah Polley dopo "Il Diritto di Scegliere": dal trauma collettivo a quello individuale

La regista canadese arriva a The Bell Jar quattro anni dopo l'Oscar per la sceneggiatura non originale di Il Diritto di Scegliere (Women Talking). Se in quel film il dolore era corale, condiviso dalle donne di una comunità mennonita costrette a decidere del proprio destino dopo anni di abusi, qui la sofferenza si stringe attorno a una sola coscienza. Esther Greenwood è una giovane brillante, borsista, aspirante scrittrice, che durante un'estate a New York sente la propria intelligenza inghiottita dalle aspettative sociali imposte alle ragazze del suo tempo. La metafora del titolo, la campana di vetro sotto cui l'aria si fa progressivamente irrespirabile, è diventata, negli oltre sessant'anni dalla prima edizione, il correlativo oggettivo di intere generazioni di lettrici che vi hanno riconosciuto il proprio soffocamento. Polley ha già dimostrato di sapersi muovere con controllo su un materiale scivoloso; la vera domanda è come tradurrà in immagini la lenta implosione interiore di Esther, senza cedere né al pittoresco patologico né alla lettura consolatoria.

Il debutto attoriale di Billie Eilish: attese e incognite

Sulla scelta di Eilish si sono già accese le voci prevedibili. C'è chi legge nell'ingaggio un cortocircuito perfetto, un'icona pop della Generazione Z, cresciuta cantando in prima persona la depressione e l'ansia, chiamata a incarnare il personaggio-manifesto della depressione femminile del Novecento, e chi teme l'operazione come casting da marketing. Il tratto malinconico e in qualche misura gotico della presenza scenica di Eilish sembra calzare al ruolo, ma il rischio, evidente, è quello di fermarsi alla superficie estetica del malessere. Esther Greenwood non è una figura di sofferenza pittoresca: è una mente che si osserva con lucidità mentre si spegne, ed è proprio questa doppia messa a fuoco, l'intelligenza che assiste al proprio guasto, a rendere il personaggio complesso. Servirà una tenuta attoriale che va oltre l'atmosfera. Sarà interessante vedere in che modo Polley, che ha alle spalle una lunga carriera da attrice prima ancora che da regista, saprà accompagnarla.

Focus Features e Plan B: una produzione con l'occhio agli Oscar 2028

Il pacchetto produttivo lascia poco margine all'interpretazione: Plan B Entertainment, StudioCanal e Joy Coalition di Joy Gorman Wettels è la configurazione tipica di un film costruito per la lunga stagione dei premi. Le riprese, iniziate a Toronto a fine giugno, si chiuderanno il 2 settembre; il debutto è previsto in un grande festival nel 2027, il che rende plausibile una corsa agli Oscar 2028. Il cast intorno a Eilish rinforza l'ipotesi: Carey Mulligan interpreterà Mrs. Greenwood, la madre di Esther; Connor Storrie sarebbe stato scelto per il ruolo di Buddy Willard, ed Ella Beatty è indicata come in trattative finali.

The Bell Jar tra libro e cinema: un'attesa che riguarda tutte

Il romanzo di Plath è arrivato negli Stati Uniti solo nel 1971, otto anni dopo la prima edizione britannica, ed è diventato immediatamente un bestseller. Da allora ha continuato a essere letto, riletto e riscoperto, spesso da lettrici molto giovani. Portarlo oggi sullo schermo significa fare i conti con un testo che è insieme documento di un'epoca e specchio di un disagio contemporaneo. La delicatezza con cui si sceglie di raccontare la parabola di Esther e, per estensione, quella biografica di Plath, sarà uno dei parametri con cui il film verrà giudicato. Il primo look, per ora, promette rigore d'epoca e nessuna concessione al glamour. Sul resto, la risposta arriverà tra un anno. Eilish saprà reggere il confronto con l'icona?

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