Avengers: Doomsday nel caos in montaggio: 60 attori, script incompleto, Marvel al bivio

Avengers: Doomsday sarebbe un pasticcio in montaggio: 60 attori, sceneggiatura mai chiusa, uscita confermata contro Dune: Parte Tre.

Un cast da guinness dei primati e una sceneggiatura fantasma e i fratelli Russo faticano a "trovare il film" in sala di montaggio. Fonti interne parlano di frizioni, ma Feige blinda l'uscita del 18 dicembre 2026.

[di Redazione]

Avengers: Doomsday prima immagine pubblicata

Diciamocelo: quando metti sessanta attori dentro un unico film e cominci a girare senza una sceneggiatura finita, quello che ti succede in sala di montaggio non è un imprevisto, è una diretta conseguenza. Marvel sta scoprendo adesso, sulla propria pelle, quello che chiunque abbia mai messo in fila due scene di un film sapeva già: non puoi "trovare il film in montaggio" se il film, tecnicamente, non è mai stato scritto.

La post-produzione di Avengers: Doomsday non sta andando bene, i montatori faticano ad assemblare il colosso, i fratelli Russo, reduci da una filmografia recente che definire opaca è generoso, non riescono a trovare il film in montaggio. Nonostante il caos, la data del 18 dicembre 2026 resta blindata, in scontro frontale, o co-abitazione forzata al botteghino, con Dune: Parte Tre di Denis Villeneuve. Marvel non si sposta di un millimetro.

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Il "plus-ing" di Feige e il rischio industriale

Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios e quindi mandante ultimo di tutto quello che succede sul set dei fratelli Russo, con quella flemma che ormai sconfina nell'incoscienza, ha da tempo battezzato le riscritture continue "plus-ing": succede "ogni giorno", ci sta, è il metodo Marvel. È il produttore che difende pubblicamente la pratica mentre i suoi registi ne stanno pagando il conto in sala di montaggio. Peccato che a produzione già avviata, abbiano dovuto chiamare Michael Waldron in soccorso alla sceneggiatura e che Rebecca Romijn abbia dichiarato a The Hollywood Reporter di non sapere se avesse finito di girare, perché "non hanno ancora finito di scrivere". Sessanta ruoli confermati, Pascal, Downey Jr., Hemsworth, Stewart, McKellen, il ritorno di Chris Evans, e via elencando, con dentro l'intero universo X-Men classico, i Fantastici Quattro, i nuovi Avengers e i sopravvissuti della vecchia guardia. Sulla carta un festival dei cammei, in pratica un rompicapo narrativo.  Perfino James Gunn, ex-regista Marvel dei Guardiani della Galassia oggi co-presidente e co-CEO di DC Studios, ha dichiarato a Rolling Stone che "l'industria del cinema sta morendo" proprio a causa dei film girati senza sceneggiature chiuse.

Le riprese aggiuntive che smascherano il montaggio

E qui il dettaglio che sistema tutti i puntini. Se il film è in post-produzione, perché Marvel sta ancora trattando con altri attori? Perché non è più montaggio, è ricostruzione parallela. A Pinewood, secondo indiscrezioni convergenti, sono partite riprese aggiuntive con Florence Pugh, David Harbour, Ryan Reynolds, Hugh Jackman ed Elizabeth Olsen: scene a quanto pare pensate per tappare i buchi narrativi che il girato originale ha reso evidenti. Mentre i montatori provano a dare un senso a quello che c'è, a Londra si sta ancora scrivendo il film con la macchina da presa. Se davvero il montaggio funzionasse, non richiami Wolverine per rigirare la sequenza d'apertura.

Trecento milioni e un margine di errore che si assottiglia

Trecento milioni di dollari, il capitolo pivotale della Fase Sei, una saga che negli ultimi anni ha collezionato più tonfi che trionfi, e i Russo che, secondo le fonti, dirigevano scene senza sapere con precisione chi ci fosse dentro. Non ci vuole un genio per capire come si arriva a questo punto. Ci vuole invece parecchia fortuna per uscirne indenni. Marvel giocherà tutte le sue carte in riprese aggiuntive e sala di montaggio: la speranza è che il collante di Doomsday non sia un semplice nastro adesivo appiccicato alla bell'e meglio, mentre nella sala accanto ci sarà Villeneuve, che non improvvisa mai.

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