Il 44% della musica su Deezer è generata dall'IA. Piovani risponde con Morricone: l'invenzione è ciò che nessun algoritmo sa fare.
Il report Deezer 2026 rivela che il 44% della musica nuova è generata dall'intelligenza artificiale. E Nicola Piovani spiega perché lo scacciapensieri di Morricone è ancora la risposta migliore.
[di Alessandro Massimo]
Immaginiamo una fabbrica dove si lavora senza pause, senza caffè, senza sindacato. Ogni giorno produce settantacinquemila canzoni. Non ha uno studio di registrazione, non ha un produttore. Ha un algoritmo, un server, un'istruzione testuale. E ogni giorno quei brani si aggiungono ai cataloghi della musica mondiale come se fossero stati scritti da qualcuno.
Non da qualcuno. Da qualcosa.
Il dato che fa tremare l'industria
La parte più inquietante non è la quantità: è che l'85% degli ascolti di quella musica risulta fraudolento, generato da bot che drenano royalty dal bacino comune, sottraendo frazioni di centesimo a ogni artista in carne e ossa. Eppure quasi nessuno cerca davvero quei brani, raccolgono tra l'1 e il 3% degli ascolti reali. Esistono, affollano il catalogo, ma nessuno li vuole.
Le piattaforme hanno cominciato a reagire in ordine sparso: Bandcamp ha bandito del tutto la musica IA; Deezer la demonetizza e smette di conservarne le versioni ad alta qualità; Spotify annuncia restrizioni senza ancora dettagliarne i meccanismi. Il mercato si sta difendendo, ma la velocità della produzione artificiale è ancora largamente superiore a quella dei controlli.
Piovani, Morricone e lo scacciapensieri
A Roma, Nicola Piovani ha parlato sul palco del Forum Studios di musica per cinema nell'era dell'intelligenza artificiale. Il convegno era organizzato dalla Fondazione Ennio Morricone e dall'Associazione Compositori Musica per Film. Un luogo e un nome sullo sfondo che pesavano più di qualsiasi relatore.
Piovani ha scelto l'ironia. "Quando faccio le interviste ultimamente una domanda che si ripete sempre è: secondo lei l'intelligenza artificiale potrà sostituire i compositori? A me viene di rispondere: almeno in sede teorica potrà sostituire anche gli ascoltatori. E pure gli intervistatori."
E poi ha raccontato la storia vera.
"Siamo negli anni Sessanta. Si produce un western a basso costo. Se fosse esistita l'intelligenza artificiale, avrebbe generato una musica perfetta alla Dimitri Tiomkin, lo stile dominante del genere, esattamente ciò che ci si aspettava. Ma quell'IA non esisteva. E la musica fu affidata a un giovane compositore di poco più di trent'anni. Si chiamava Ennio Morricone.
Morricone usò lo scacciapensieri, il mandolino, la chitarra elettrica, il coro maschile ritmico, il fischio. Cose impensate prima, che nessun algoritmo addestrato sui dati esistenti avrebbe mai suggerito — perché quei dati non le contenevano. Quella musica non era nata dall'analisi del passato. Era nata dall'invenzione del futuro. Questa cosa, secondo me, l'intelligenza artificiale non l'avrebbe mai fatta."
L'invenzione nasce dove i dati finiscono
Piovani non nega il problema. Riconosce che l'IA metterà in crisi chi compone "alla maniera di", chi imita altri o replica se stesso. La parte dei fotocopisti, per usare le sue parole, e lo dice con dolore, non con compiacimento. Ma l'invenzione è un'altra cosa.
Metti insieme i 75.000 brani-robot di Deezer e la storia dello scacciapensieri e ottieni qualcosa di più preciso di un allarme. Ottieni una mappa.
Da un lato un'industria che produce contenuti automatici per saturare le piattaforme e sottrarre royalty, non musica, ma rumore con metadati. Dall'altro una domanda che nessun report sa rispondere: cosa sopravvive come linguaggio? La colonna sonora di un film non è un prodotto da catalogo. È l'architettura emotiva invisibile che decide se una scena ti entra dentro o ti scivola addosso. È il fischio di Morricone che ti segue per giorni.
Intanto mentre pubblichiamo questo articolo la fabbrica continua incessantemente a lavorare. Settantacinquemila fantasmi al giorno escono dal server. Ma nessuno li fischietta sotto la doccia. Nessuno, tra vent'anni, si ricorderà di loro.
L'invenzione ha una durata diversa. Ha la durata delle cose che non esistevano prima che qualcuno le pensasse. E nessuna macchina, per quanto veloce, può pensare qualcosa per la prima volta.
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