The Voice of Hind Rajab al Giulio Cesare: Il Cinema come Atto di Memoria Militante con Amnesty International Italia
Cronaca della serata per "The Voice of Hind Rajab". Le parole di Riccardo Noury su genocidio a Gaza, complicità internazionale e il dovere di agire
A Roma, Riccardo Noury introduce il film di Kaouther Ben Hania con una denuncia senza sconti: "È un genocidio pianificato. Sarà difficile perdonare chi non ha raccolto la richiesta di aiuto di Hind".
[di Redazione]
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| Hind Rajab |
Nella cornice della rassegna Venezia a Roma e nel Lazio, il
cinema Giulio Cesare ha accolto un evento di straordinaria pregnanza civile ed
emotiva: la proiezione di The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania uscito al cinema grazie a I Wonder Pictures.
Ben oltre una semplice visione cinematografica, la serata si è trasfigurata in
un momento di riflessione collettiva di rara intensità, grazie all'introduzione
magistrale di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
Un'opera necessaria e lacerante che, come ha osservato con lucida precisione il
moderatore Massimo Righetti, ci sottopone a una prova estrema pur rimanendo
imprescindibile.
| Cinema Giulio Cesare di Roma |
Riccardo Noury ha introdotto la proiezione con parole
gravide di urgenza morale, delineando immediatamente la complessità emotiva
dell'evento.
"Hind ha chiesto un soccorso", ha esordito
con voce ferma, "l'ha chiesto alle persone che avrebbero potuto
soccorrerla, persone palestinesi, lei bambina palestinese sfollata a forza
dall'esercito israeliano e questo film racconta com'è andata. Però forse la
parola che rende più la complessità di questa situazione è che ha chiesto non
solo soccorso ai soccorritori, ma ha chiesto aiuto al mondo e il mondo si è
girato dall'altra parte con alcune poche eccezioni".
| Cinema Giulio Cesare di Roma |
LEGGI LA NOSTRA RECENSIONE: La Voce di Hind Rajab: un grido che scuote il mondo
La denuncia si è poi concentrata sulla drammatica solitudine
della società civile di fronte all'inerzia delle istituzioni. "Questo
film anticipa quell'attore che manca, al quale Hind ha chiesto aiuto e cioè la
politica intesa come istituzioni sovranzionali... intesa come Italia, dove
stiamo sentendo qualche sussurro flebile dopo 23 mesi, quasi 24, e sarà
difficile perdonare coloro che nei 23 mesi precedenti non hanno raccolto la
richiesta di aiuto di Hind Rajab". L'accusa trascende il caso singolo,
abbracciando una tragedia collettiva che coinvolge "2 milioni e 300.000
persone che sono sottoposte da 2 anni a un genocidio pianificato, rivendicato
sui social, esibito, mostrato, autoconfessato".
L'analisi ha toccato la sistematica devastazione delle
infrastrutture civili: "hanno distrutto il sistema sanitario della
striscia di Gaza uccidendo centinaia e centinaia di operatori sanitari, orchestrando
inoltre una fame creata artificialmente". Noury ha stigmatizzato la
complicità e l'ignavia della comunità internazionale, dove persiste "l'Unione
Europea che ancora non riesce a sospendere l'accordo di associazione con
Israele e una diffusa complicità tra potere politico, potere economico,
aziende che vendono armi e sistemi per la sorveglianza di massa e tanto altro che fa sì che questi crimini
rimangano impuniti".
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| The Voice of Hind Rajab - Saja Kilani |
Di fronte a un panorama così desolante, l'interrogativo sul
ruolo del cittadino comune è emerso con particolare urgenza. La risposta di
Noury ha costituito un appello all'azione concreta e immediata. "Manifestare,
cioè metterci la testa, la faccia il cuore, i piedi, cioè stare sul cemento...
è importante". Ha quindi evidenziato il potere della condivisione
digitale: "quando una persona che rischia la vita dalla striscia di
Gaza... fa un video, lo pubblica sui social, se questo video viene ignorato e
non viene ricondiviso, domani non lo fa più". Si tratta di un
imperativo civile, ha proseguito, poiché "sta a noi chiedere conto al
nostro governo, sta a noi chiedere conto alle imprese che vendono armi, sta a
noi chiedere conto del perché tante volte l'Italia si è astenuta alle Nazioni
Unite". Infine, un richiamo a percorrere le vie giudiziarie: "quello
che potete fare è appoggiare tutte le iniziative che possono avere un
potenziale risvolto giudiziario per un qualcosa che per il diritto
internazionale esiste, si chiama complicità nel crimine di genocidio".
GUARDA IL TRAILER di THE VOICE OF HIND RAJAB
In un'epoca in cui l'informazione subisce attacchi
sistematici, con centinaia di giornalisti eliminati, "è importante e
fondamentale il ruolo del cinema". Come ha concluso Massimo Righetti,
"mentre i media tradizionali a volte trasformano la realtà in finzione,
il cinema usa la finzione per raccontarci la realtà".
La serata si è chiusa con un passaggio di testimone tanto
amaro quanto necessario verso i giovani accorsi in massa alla proiezione :
"noi abbiamo fallito. Tocca a voi". Un monito che risuona con
forza profetica, un invito imperioso a trasmutare l'indignazione morale in
azione concreta, in instancabile esercizio di memoria e ricerca di giustizia.


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