Analisi tecnica del box office di Avatar: Fuoco e Cenere. Debutto da 1,15M€ in Italia e proiezioni globali da 380M$. Cameron vincerà la scommessa?
Il colosso di Cameron apre sotto tono rispetto al passato, ma i dati globali e la sfida natalizia raccontano un’altra storia. Ecco i numeri crudi del botteghino.
[di Alex M. Salgado]
Siamo nel cuore della bestia o almeno così appare guardando i tabelloni luminosi dei 476 cinema italiani che ieri hanno proiettato la nuova follia di James Cameron. Pandora brucia, e noi siamo qui con i calcolatori in mano a sezionare le carcasse dei biglietti staccati. Avatar: Fuoco e Cenere ha toccato il suolo italico incassando 1,15 milioni di euro nel suo primo giorno, trascinando in sala 129mila spettatori paganti con una media per copia di 2.430 euro. Cifre che farebbero girare la testa a qualsiasi altro regista mortale, eppure, se guardiamo nello specchietto retrovisore, vediamo i fantasmi del passato ridere di questi numeri. Il primo Avatar del 2010 aveva aperto le danze con 1,9 milioni di euro, mentre La via dell’acqua nel 2022 aveva strappato 1,49 milioni al debutto. L'incasso totale della giornata di ieri, gonfiato dalle anteprime, si assesta su 1,6 milioni di euro, ma l'odore nell'aria è quello di una partenza diesel, pesante, meccanica.
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La situazione globale riflette questa strana schizofrenia industriale. Le proiezioni per il weekend di apertura mondiale oscillano tra i 340 e i 380 milioni di dollari. Una montagna di denaro, certo, ma inferiore ai 444 milioni generati dall’esordio del predecessore. In Nord America, la bestia arranca con stime tra i 100 e i 130 milioni di dollari, ben al di sotto dei 134 milioni del 2022, sebbene superiori ai 77 milioni del capostipite del 2009. La critica ha affilato i coltelli, assegnando al film un punteggio del 71% su Rotten Tomatoes, il più basso della trilogia, mentre il pubblico deve digerire un’epopea sci-fi di 3 ore e 17 minuti. Con un budget di produzione che gravita attorno ai 400 milioni di dollari , Cameron sta giocando alla roulette russa con le casse della Disney: il destino dei futuri Avatar 4 e Avatar 5 dipende esclusivamente dal successo economico di questo terzo capitolo.
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Qui in Italia, però, la faccenda si fa interessante. Mentre Cameron seduce il pubblico dei multiplex premium con l'immersività IMAX 3D, all'orizzonte si profila l'ombra del gigante locale. Il 25 dicembre scende in campo Checco Zalone con Buen Camino, pronto a cannibalizzare le sale con stime d’apertura tra i 10 e i 15 milioni di euro. Si prospetta una guerra civile cinematografica: lo spettacolo hollywoodiano contro l'umorismo radicato, due poli opposti che si divideranno il bottino natalizio. Cameron ha bisogno di gambe lunghe e di una tenuta prolungata per vincere questa maratona, replicando la longevità storica del franchise. La partita è appena iniziata, e come direbbe il regista stesso agli scettici di Hollywood: "mai scommettere contro James Cameron".
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