Il 25 novembre all'Azzurro Scipioni di Roma omaggio a Silvano Agosti. Proiezioni di "La ragion pura" e "Uova di garofano" e incontro con il regista.
Martedì 25 novembre un doppio appuntamento imperdibile con "La ragion pura" e "Uova di garofano": incontro con il regista che ha liberato l'immagine.
[di Redazione]
Silvano Agosti ha passato l'esistenza a parlarci di un paese
invisibile: la Kirghisia. Non cercatelo sull'atlante, non c'è. È il nome che
lui ha dato, nei suoi libri, a un'utopia necessaria: un mondo dove l'obbligo
del lavoro svanisce dopo tre ore, lasciando tutto il resto del tempo all'amore,
alla creatività, alla pura invenzione di sé. Agosti è il viaggiatore che è
tornato da quel "nessun luogo" per dirci che un'altra vita era
possibile. E se la Kirghisia è il suo orizzonte mentale, il Cinema Azzurro Scipioni
ne è stato per decenni l'ambasciata fisica nel cuore di Prati e Agosti ne
rimane l'anima incancellabile, l'architetto spirituale che ha trasformato una
sala buia in un faro di resistenza.
Martedì 25 novembre, varcare la soglia del Cinema Azzurro
Scipioni significa compiere un atto di diserzione. Significa abbandonare il
frastuono della metropoli produttiva per rifugiarsi nel ventre di una balena
gentile, dove il cinema torna a essere quello che era prima che diventasse
industria: un incantesimo, una ferita, una carezza.
Lì incontrerete un uomo che ha fatto della macchina da presa
un’estensione del proprio sistema nervoso. Agosti ha girato i suoi film da
solo, autarchico, tenendo l’inquadratura stretta sui volti, cercando quella
verità che si nasconde nelle pieghe della pelle, nel tremore di un labbro. Ha
rifiutato le troupe oceaniche, i camion, i riflettori accecanti, preferendo
l’intimità del silenzio. Ha scelto di essere libero per costringerci a
ricordare che lo siamo anche noi.
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| La Ragion Pura - Franco Nero e Eleonora Brigliadori |
Incontrare Silvano Agosti, ascoltare la sua voce, è un’esperienza che scardina le certezze. Lui vi dirà che ogni essere umano è un capolavoro, un prodigio soffocato dalle sovrastrutture. Vi guarderà e vi chiederà di uscire dalla gabbia, di smettere di chiedere il permesso per esistere.
Andate all’Azzurro Scipioni. Sedetevi nel buio. Lasciate che queste immagini liberate vi scorrano addosso. Forse uscirete diversi da come siete entrati. Forse, per la prima volta, vi sentirete davvero svegli.
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