Scopri "Prima Facie", il monologo di Suzie Miller che debutta in Italia. La regia di Finzi Pasca per un'opera potente sulla violenza di genere.
Daniele Finzi Pasca dirige il pluripremiato testo di Suzie Miller, un pugno nello stomaco in forma di opera d'arte che ha già modificato legislazioni in tutto il mondo. Un appuntamento imprescindibile a Roma.
[di Angelo Bruno]
Un fenomeno globale approda al teatro italiano con la
potenza di un uragano. Si tratta di Prima Facie, il celebrato monologo
della drammaturga australiana Suzie Miller, un'opera che ha conquistato i
palcoscenici del West End e di Broadway, accumulando premi Olivier e Tony e, risultato ancor più straordinario, innescando autentici dibattiti legislativi.
Dal 1° al 5 ottobre 2025, la Sala Umberto di Roma ospita la prima nazionale di
questo testo dirompente, nell'allestimento della Compagnia Finzi Pasca. Un
evento teatrale di portata eccezionale, concentrato in cinque sole repliche,
destinato a divenire momento di profonda riflessione culturale e civile.
Al centro di Prima Facie pulsa la vicenda di Tessa,
interpretata da Melissa Vettore: avvocata penalista di origini operaie,
costruitasi una carriera a forza di talento e tenacia in un ambiente elitario.
La sua specializzazione consiste nel difendere uomini accusati di violenza sessuale,
mestiere che esercita con fede incrollabile nel sistema, in quel principio
sacro che tutela l'innocenza fino a prova contraria. La legge rappresenta per
lei un gioco dalle regole cristalline, e lei ne padroneggia ogni meccanismo. Un
evento devastante frantuma però le fondamenta della sua esistenza e della sua
professione, obbligandola a osservare quel medesimo sistema dall'altro
versante: quello della vittima. È qui che il testo di Miller, ex avvocata per
i diritti umani, affonda il bisturi, rivelando il baratro che separa
l'esperienza del trauma dalla fredda, spesso inadeguata, macchina giudiziaria.
La regia porta la firma di Daniele Finzi Pasca,
artista celebre per il suo "teatro della carezza", per la capacità di
plasmare universi onirici pervasi da una poetica leggerezza. La scelta si
rivela di straordinaria acutezza. Anziché rifugiarsi nell'iperrealismo, Finzi
Pasca adopera il proprio linguaggio visivo per dare forma al collasso
psicologico della protagonista. Come egli stesso dichiara, il testo di Miller
possiede un linguaggio incalzante, ritmato, musicale, e la sua
intenzione è edificare "un impianto teatrale che vorrei sorprendente così
da fare da contrappunto a questa scrittura brillante". La sua regia
ambisce dunque a rendere tangibile la dimensione invisibile del trauma,
trasformando il palcoscenico nel paesaggio interiore di Tessa. Un tentativo,
nelle parole del regista, di "raccontare in punta di piedi una storia che
continua tragicamente a riproporsi ovunque e in modo violentemente
ostinato".
L'arrivo di Prima Facie in Italia si carica di una
esplicita vocazione all'impegno civile. La produzione si avvale della
collaborazione con realtà cruciali nella lotta contro la violenza di genere,
come l'ONG Differenza Donna. Lo spettacolo si trasforma così in piattaforma di dialogo,
occasione che incoraggia le donne a condividere le proprie esperienze e
sollecita l'intera società alla riflessione. L'opera di Suzie Miller giunge nel
nostro paese recando un messaggio potente e un interrogativo ineludibile: può
il teatro configurarsi ancora come strumento di cambiamento? A giudicare dalla
forza di questo testo e dalla visione registica che lo sostiene, la risposta
pare essere inequivocabile. Questo spettacolo non si limita a intrattenere:
interroga, scuote, imprime un solco. Come scrive l'autrice: "Tutto quello
che so è che da qualche parte, ad un certo punto, in qualche modo, qualcosa
deve cambiare". Assistervi significa partecipare a quel cambiamento.

COMMENTS