Intervista esclusiva a Gaia Zucchi: dalla fama con Tinto Brass al bestseller "La vicina di Zeffirelli". L'attrice si racconta tra sogni e nuovi film
Incontro esclusivo con l'attrice e autrice de "La vicina di Zeffirelli". Un dialogo ironico e profondo su carriera, sogni e rinascite, moderato da Riccardo Ferrero per le "cinechiacchiere" del Cinevillage Talenti.
[di Redazione]
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| Gaia Zucchi - Ph. Daniele Pedone |
Nel firmamento dello spettacolo italiano, rare sono le
figure capaci di attraversare le metamorfosi del tempo mantenendo intatta
quella peculiare alchimia di tenacia e grazia che distingue i veri artisti.
Gaia Zucchi appartiene a questa stirpe eletta. Definirla semplicemente
"artista di corpo e di mente" appare riduttivo: la sua è un'esistenza
sospesa in un equilibrio dinamico tra la penna e la scena, una danza perpetua
tra parola scritta e gesto interpretativo.
Quattro decenni di carriera l'hanno vista in completa metamorfosi
da "animale da palcoscenico" – temprata dal rigore del teatro
d'autore sotto l'egida di maestri come Attilio Corsini e Luca Ronconi – a volto
riconoscibile del grande schermo. Il suo percorso cinematografico si è dipanato
come una narrazione complessa, punteggiata da scelte audaci e talvolta
controverse. La partecipazione a Fermo posta Tinto Brass rappresentò una
mossa strategica e polarizzante: una calcolata ricerca di notorietà che le
valse una fama immediata ma anche un'etichetta tenace, difficile da dismettere.
Tuttavia, ridurre il suo itinerario artistico a questi soli
passaggi costituirebbe un errore di prospettiva. Gaia Zucchi ha saputo
dimostrare una versatilità camaleontica, spaziando dalla commedia alla
televisione mainstream con produzioni cult come Carabinieri e Distretto
di Polizia, fino al suo trionfale ritorno nel 2023. Quest'anno non ha
rappresentato meramente un riaffacciarsi sul set, bensì la sua consacrazione
letteraria con il memoir La vicina di Zeffirelli. Un'opera che,
conquistando lo status di bestseller, le ha consentito di compiere l'atto più
significativo della sua maturità artistica: riappropriarsi della propria
narrazione, transitando da artista interpretata a interprete e artefice del
proprio racconto.
L'abbiamo incontrata nell'atmosfera gioiosa delle Cinechiacchiere Talk Show di Riccardo Ferrero, presso il 68village nel quartiere romano Talenti. Nella cornice del Cinevillage Talenti, arena cinematografica di ANEC Lazio sempre attenta al cinema d'autore, ne è scaturito un dialogo effervescente che svela la donna celata dietro l'artista: ironica, visionaria e inarrestabile.
Riccardo Ferrero: Iniziamo questa intervista con l'attrice e da poco scrittrice ma già autrice di bestseller.
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| Gaia Zucchi - Ph. Patrizia Caldonazzo |
Ma questo è il tuo primo libro?
È il mio romanzo d'esordio, una storia
autobiografica romanzata che prende origine dall'amicizia con il maestro Franco
Zeffirelli, di cui ero la vicina di casa. Racconto tutto per capitoli, con uno
stile marcatamente ironico, perché credo fermamente che l'ironia rappresenti
una delle più raffinate manifestazioni dell'intelligenza. Occorre sapersi
guardare con distacco critico – l'esistenza è già sufficientemente gravosa e
necessita di un tocco di leggerezza. Esploro le fragilità umane, i sogni
infranti e quelli realizzati, insomma tutto ciò che ha costellato la mia
carriera, seppur in forma condensata, altrimenti avrei dovuto concepire
un'enciclopedia.
Per cui in questo libro possiamo
trovare aneddoti legati al mondo del cinema, dell'opera, insomma un po' di
tutto quello di cui si occupava il grande Zeffirelli e a lungo tu sei stata la
sua vicina, per cui partecipavi alle sue serate. Parli anche di questo.
Certamente. Dischiudo segreti, aneddoti
e curiosità inedite. E soprattutto, trasmetto ciò che lui mi ha insegnato:
l'umiltà. Mi ripeteva costantemente: "Studia, perché la bellezza è
effimera. Apprendi l'arte e custodiscila, ma rimani umile, perché se davvero
sei, non hai necessità di dimostrare nulla a nessuno". Franco Zeffirelli
può polarizzare i giudizi, ma per me rimane un artista presente a
trecentosessanta gradi, che ci ha lasciato in eredità dei capolavori
impensabili.
Senti, io però mi ricordo, insomma,
qualche anno fa attrice anche in film internazionali, tu passavi da un film
all'altro, io mi ricordo addirittura con Tinto Brass.
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| Gaia Zucchi - Ph. Angelo Caligaris |
Certo, dove li vuoi collocare? Però
io so che sono un po' di anni che hai fatto la mamma? Pensavo, no, pensavo che
ti fossi ritirata, invece in questi giorni d'estate ho avuto possibilità di
incontrarti di nuovo e vedo che sei in fermento. Che cosa hai? Hai film?
Santo cielo, vuoi proprio infilzarmi? È
vero che ho vissuto la maternità, ho attraversato un periodo in cui il mio ex
compagno mi ha relegata alle "mie prigioni" – non quelle di Silvio
Pellico, proprio le mie! Ma ora concentriamoci sul futuro, perché l'energia è
tornata a fluire vigorosa. E come ho predetto che il libro sarebbe diventato un
bestseller, ora vi annuncio che il film che stiamo concependo sarà un
capolavoro – ne parleranno tutti, ricordatevelo! Percepiamo una sinergia
straordinaria e stiamo preparando questo nostro progetto magnifico. Spero
ardentemente di riuscire a trasformare in pellicola La vicina di Zeffirelli,
ci tengo immensamente. Non cesserò mai di coltivare visioni – sono
un'instancabile sognatrice.
Allora Gaia, tu mi stai dicendo che
stai transitando da un bestseller letterario a un successo cinematografico, un
box office.
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| Gaia Zucchi - Ph. Roberto Gabriele |
Ascoltare Gaia Zucchi oggi significa assistere alla quadratura di un cerchio. Il suo percorso, segnato da un apprendimento continuo e da una strategica adattabilità, culmina in questa nuova fase di piena consapevolezza. Con il suo libro non ha semplicemente omaggiato un grande maestro, ma ha scritto il prologo del suo futuro , dimostrando che la narrazione più potente è quella che si scrive da sé. La ragazza che svenne per l'emozione del primo applauso a teatro è diventata la donna che, con ironia e coraggio, prende in mano la penna e la cinepresa per dirigere la propria scena. E a giudicare dalla sua energia, il secondo atto è appena cominciato.
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