Scopri "Afanador" di Marcos Morau al Romaeuropa Festival. Una recensione dell'opera del Ballet Nacional de España che fonde flamenco e arte visiva.
Sulle tavole del Teatro dell'Opera di Roma, il Ballet Nacional de España, guidato dalla visione di Marcos Morau, trasfigurerà la tradizione in un'opera di magnetica e potente modernità. Un evento di punta per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Spagna.
[di Mina Jane]
C’è un fremito che precede i grandi eventi, un’energia che si addensa nell'aria prima che il sipario si alzi. Il 4 e 5 settembre 2025, lo storico Teatro dell’Opera di Roma sarà l’epicentro di un rito. Qui, Afanador, la creatura coreografica di Marcos Morau per il Ballet Nacional de España, pulserà come cuore inaugurale del quarantesimo Romaeuropa Festival e, al contempo, come vessillo per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Spagna. Un incarico di tale portata simbolica scolpirà i contorni di un’opera che trascende la performance per farsi manifesto, un dialogo teso tra memoria e avvenire di una nazione che mette a nudo le sue tradizioni per riscoprirle vive.
GUARDA AFANADOR. IL PROMO. Ballet Nacional de España
L'opera – un universo visionario già incoronato da cinque Premios Max – nasce da una folgorazione, quella per gli scatti di Ruvén Afanador, fotografo di origine colombiana ma di base a New York, figura di spicco nel mondo della moda e un ritrattista iconico di celebrità . È dai suoi libri, Mil Besos e Ángel Gitano, che Morau attinge la materia primigenia: un'Andalusia onirica, cristallizzata in un bianco e nero tagliente, dove la carne del flamenco si fa classicismo opulento con un punto di vista irriverente. Le sue fotografie sono gesti sospesi nel tempo, echi di Goya e incubi di Buñuel, che catturano la passione selvaggia dei danzatori e la fierezza di donne che abitano un mondo di sole e ombra, sfidandone i confini.
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| Afanador - Marcos Morau |
L'alchimia di Afanador è tutta in questa trasfigurazione audace: come risvegliare la fotografia dal suo sonno eterno? Come infondere il respiro del movimento in un'immagine fissa? Il processo storico si inverte. Se un tempo la fotografia immortalava la danza per sottrarla alla sua caducità, qui Morau non documenta, ma coreografa la fotografia stessa. Ne esplora il potenziale cinetico latente, liberando un movimento che è insieme pulito, dinamico, assertivo e, d'un tratto, spasmodico. Una convulsione controllata. E i 33 danzatori del BNE, con la loro impeccabile virtuosità, diventano gli strumenti di questo rito, innestando il vocabolario della tradizione – il martellare furioso dei piedi, lo zapateado, la fierezza dei torsi, l'eleganza scultorea delle braccia – in una sintassi completamente nuova, quasi aliena.
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| Afanador - Marcos Morau |
"entrate come in certi sogni, dove riconosciamo i luoghi, le persone, i paesaggi e, senza comprendere appieno cosa accade loro, sappiamo che parlano di noi".
Afanador, infine, ci interroga. Un balletto nazionale è un museo o un laboratorio? Un custode della cenere o un portatore del fuoco? L'opera costringe a rinegoziare i confini stessi della tradizione dimostrando che onorare un'eredità non significa ripeterla, ma sfidarla, decostruirla e trasfigurarla elevandola a qualcosa di onirico. Per fare del Teatro dell'Opera non solo il palcoscenico di uno spettacolo, ma l'altare di un atto di resistenza creativa, dove il corpo diventa un alfabeto nuovo per interrogare il presente e scrivere l'identità di una nazione.
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Informazioni e Biglietti: https://romaeuropa.net/festival-2025/afanador/
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| Afanador - Official Poster |
Idea e direzione artistica: Marcos Morau
Coreografia: Marcos Morau & La Veronal, Lorena Nogal, Shay Partush, Jon López, Miguel Ángel Corbacho
Drammaturgia: Roberto Fratini
Scenografia: Max Glaenzel
Scenografia: Mambo Decorados e May Servicios para Espectáculos
Costumista: Silvia Delagneau
Costumista: Iñaki Cobos
Composizione musicale: Juan Cristóbal Saavedra
Collaborazione speciale: Maria Arnal
Musiche per Minera e Seguiriya: Enrique Bermúdez e Jonathan Bermudez
Testi Temporera, Trilla, Liviana, Bambera e Seguiriya: Gabriel de la Tomasa
Disegno luci: Bernat Jansà
Design e dispositivi elettronici: José Luis Salmerón de la CUBE PEAK
Progettazione audiovisiva: Marc Salicrú
Fotografia: Ruven Afanador
Scenografia: Carmela Cristóbal
Copricapi: JuanjoDex
Consulenza parrucchieri: Manolo Cortes
Consulenza per il trucco: Roció Santana
Calzature: Gallardo




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