L’8 ottobre, Serata di cinema Civile con "No Other Land" al Cinema Azzurro Scipioni di Roma. Un evento in memoria del co-autore Awdah Hathaleen
All'Azzurro Scipioni di Roma, una serata per il documentario Oscar 2025, segnata dal sacrificio del suo co-autore. Un evento che lega indissolubilmente cinema e realtà.
[di Redazione]
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| No Other Land |
Il prossimo mercoledì 8 ottobre, il Cinema Azzurro Scipioni di Roma diventerà la cassa di risonanza di un evento di urgenza civile e culturale. In due proiezioni, alle 18:30 e alle 20:30, verrà presentato No Other Land, il documentario vincitore dell'Oscar 2025, portato in Italia da Wanted Cinema. La serata sarà un omaggio vibrante alla memoria di Awdah Hathaleen, co-autore del film e figura chiave della resistenza nonviolenta, assassinato lo scorso 28 luglio. Ad aprire la serata, gli interventi di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Giorgina Levi, referente regionale di Global Movement to Gaza Italia, inquadreranno l'opera nel contesto più ampio della difesa dei diritti umani e del dovere della testimonianza.
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L’iniziativa nasce per onorare la figura di Hathaleen, la cui morte non è una semplice nota a margine, ma un tragico epilogo che si fonde con la narrazione stessa che ha contribuito a creare. La sua scomparsa annulla ogni confine tra lo schermo e la vita, trasformando il documentario da cronaca a testamento perennemente attuale. Awdah non era un semplice osservatore degli eventi di Masafer Yatta; ne era il cuore pulsante. Padre di tre figli, insegnante d'inglese, giornalista per il magazine israelo-palestinese +972 Magazine e attivista nonviolento, incarnava la resilienza della sua comunità. La sua era un'esistenza concepita come resistenza quotidiana, fondata sul dialogo e sulla speranza, un anelito che lui stesso riassumeva con parole disarmanti:
"Voglio vivere in pace. Voglio crescere i miei figli in pace. Non voglio che conoscano l'occupazione".
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| Awdah Hathaleen |
Il documentario è anche una profonda riflessione sulla telecamera come strumento di resistenza, un principio al quale Hathaleen ha dedicato la sua vita. Il suo lavoro giornalistico e il contributo al film hanno dato voce a chi non ne aveva, portando la battaglia di Masafer Yatta davanti a un pubblico globale. La sua fine tragica ha reso quest'opera non solo importante, ma indispensabile. L'omicidio di Hathaleen, compiuto da un colono israeliano già noto per la sua violenza e colpito da sanzioni internazionali, si rivela come la più crudele delle appendici reali alla narrazione filmica, a dimostrazione che la posta in gioco è, letteralmente, la vita stessa.
La serata dell'8 ottobre si propone quindi come un momento di riflessione collettiva, un atto di memoria e un invito alla consapevolezza. È un'occasione per restituire dignità alla figura di Awdah Hathaleen e per meditare sul significato profondo di No Other Land, interrogandoci sull'urgenza di trasformare la visione in responsabilità. Assistere oggi a questo documentario significa confrontarsi con una ferita aperta, una storia il cui tragico finale continua a scriversi sotto i nostri occhi e che ha già reclamato la vita di uno dei suoi più coraggiosi narratori.
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