Mostra "Fondato sul lavoro" a Flashback Torino (fino 27/7). Arte antica e contemporanea dialogano su precarietà, sfruttamento e dignità del lavoro.
Una collettiva a Flashback Habitat esplora le contraddizioni e l'impatto del lavoro sull'individuo, mescolando opere antiche e contemporanee fino al 27 luglio.
Torino ospita una riflessione profonda e stratificata sul significato del lavoro nella società e nella vita individuale. Presso Flashback Habitat - Ecosistema per le Culture Contemporanee, situato in Corso Giovanni Lanza, è in corso fino al 27 luglio 2025 la mostra collettiva "Fondato sul lavoro". Curata da Alessandro Bulgini, su idea di Francesco Sena e con testi di Ginevra Pucci, l'esposizione invita a riconsiderare uno dei pilastri della nostra esistenza collettiva e personale.
Il titolo stesso gioca intenzionalmente con il primo articolo della Costituzione italiana: declinato al maschile, sposta l'accento dalla Repubblica (fondata sul lavoro) all'essere umano (fondato sul lavoro). È l'individuo, quindi, ad essere plasmato, definito, a volte sostenuto e altre volte schiacciato dall'attività lavorativa, con tutte le implicazioni economiche, sociali, politiche ed esistenziali che ne derivano.
Fedele alla filosofia di Flashback, per cui "l'arte è tutta contemporanea", la mostra orchestra un dialogo serrato tra epoche e geografie differenti. Ventisei testimonianze artistiche dialogano attraverso pittura, fotografia, installazioni, video e manufatti storici. Si spazia da un antico vaso attico del IV secolo a.C. che racconta la servitù femminile a ceramiche cinesi delle dinastie Yuan e Ming, da opere di maestri come Renato Guttuso con un nudo che riflette sullo sfruttamento e Carlo Fornara sulla fatica agricola, fino alle installazioni e fotografie di artisti contemporanei che affrontano le urgenze del presente.
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| Turi Rapisarda, I mille, Sei di mille, 1992, 6 fotografie da negativo analogico, Courtesy Turi Rapisarda |
L'esposizione non teme di affrontare le zone d'ombra del mondo del lavoro: la precarietà dilagante, lo sfruttamento manifestato nel caporalato (indagato dai fratelli De Serio o nel lavoro sessuale, l'impatto devastante delle grandi industrie sull'ambiente e sulle vite umane, come nel caso dell'Ilva di Taranto, presente attraverso le opere di Cosimo Calabrese e contrapposta alla visione di Pierfrancesco Lafratta, o le tragedie legate all'incuria e all'inquinamento (l'Eternit nell'opera di Luca Vitone, la Thyssenkrupp commemorata dalle candele antropomorfe di Francesco Sena, le Radium Girls evocate dalla canzone di Ottavia Brown). Si tocca anche la migrazione per lavoro, con i potenti ritratti di Turi Rapisarda sui lavoratori meridionali al Nord negli anni '90, e persino il lavoro forzato narrato da un tappeto indiano del 1880 o la brutalità dello sfruttamento nell'opera di Santiago Sierra.
Alessandro Bulgini, curatore e artista presente in mostra con una riflessione sull'alienazione, sottolinea l'intenzione di "essere attivi e non retorici", di usare l'arte per "fare più rumore" di fronte alle urgenze globali. L'arte diventa così strumento per dare visibilità all'invisibile, per connettere storie universali attraverso il tempo e per interrogare criticamente una realtà in continua trasformazione, mantenendo viva la memoria delle lotte e dei sacrifici legati al lavoro.
"Fondato sul lavoro" è un invito a fermarsi e a riflettere, attraverso la potenza del linguaggio visivo, su cosa significhi lavorare oggi e su quale ruolo possa e debba avere l'individuo in un sistema in perenne mutamento.
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INFO & ORARI FLASHBACK HABITAT ---> https://www.flashback.to.it/visitatore


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